Intervista a Fiorello Cortiana

Agatino Grillo (AG): Buongiorno e grazie per la collaborazione. Lei è stato senatore per due legislature, nel 1996 e nel 2001, ed è noto per le iniziative parlamentari che ha portato avanti sul pluralismo informatico nella Pubblica Amministrazione, sul software libero e sugli standard aperti. Può sintetizzarci i contenuti di tali iniziative?

Fiorello Cortiana (FC): Buondì e grazie per l’interesse verso le mie attività. Le mie iniziative di proposta legislativa, così come gli Ordini del Giorno o le interrogazioni, partivano da una constatazione: la rete digitale interconnessa non è un supporto per la comunicazione che semplicemente succede al telegrafo, al telefono, alla radio, alla televisione ed al computer come potente macchina di calcolo. Viceversa essa si presenta come una straordinaria impresa cognitiva collettiva che in modo inedito sviluppa attitudini ed abitudini uniche della specie umana rispetto alle altre specie: la capacità di natura creativa cognitiva e non solo speculativa, tanto nello sviluppo di linguaggi espressivi, quando nell'interpretazione del vivente e della sfera biologica.

AG: Come si sono concluse tutte queste iniziative?

FC: L'allora ministro Stanca insediò una commissione di esperti, presieduta dal Prof. Angelo Raffaele Meo del Politecnico di Torino, per valutare la fattibilità della mia proposta di legge, la commissione confermò la fattibilità ma il ministro non volle attivare lo strumento legislativo limitandosi a un, seppur importante, atto amministrativo. Mentre diverse regioni, dall'Umbria, alla Toscana, al Sud Tirolo, hanno approvato leggi dichiaratamente ispirate alla mia proposta nazionale, la sottosegretaria Magnolfi ha inserito una clausola nell'articolo della finanziaria che finanzia lo sviluppo di software nella PA al fine di privilegiare quello a codice sorgente aperto. Qualcosa si è quindi messo in movimento.

AG: Oggi che lei non è più parlamentare c'è qualcun altro che si occupa di tali iniziative?

FC: Nel programma di governo ci sono espliciti riferimenti e alla Camera sia l'on. Paola Balducci che l'on. Pietro Folena, hanno presentato proposte di legge ispirate alla mia azione.

AG: Lei è tra i promotori dell'evento "Condividi la Conoscenza" previsto a Milano per il 22 giugno 2007 e di cui abbiamo parlato qui. Di che si tratta?

FC: È il tentativo/contributo all'affermazione del mondo della produzione di conoscenza nell'era digitale come questione costitutiva della società attuale e non come questione settoriale. In Europa il 70% dell’economia è composto da servizi (quindi da relazioni, informazioni, comunicazioni, conoscenza in digitale) ma tutte le norme e le legislazioni, gli statuti professionali, le politiche di welfare e della previdenza guardano al secolo scorso, al secolo industriale manifatturiero.

AG: Parliamo di Privacy. Spesso in nome di esigenze più alte (lotta alla criminalità o al terrorismo ad esempio) si chiede ai cittadini di rinunciare ai propri diritti di riservatezza e/o anonimato. Qual è la sua posizione?

FC: Credo che nulla come la Privacy ed il suo rispetto costituisca un indicatore della qualità di una democrazia e dei suo fondameti liberali nell'era digitale. Credo che ogni azione regolativa dovrebbe essere considerata attraverso in principio di precauzione per salvaguardare la libertà e la dignità di ogni cittadino in tempi di tracciabilità e profilazione assolute.

AG: Recentemente ho intervistato l'onorevole Maurizio Turco che ha presentato una proposta di legge che prevede l'obbligo di cancellare i dati raccolti in forma automatica al fine di preservare la privacy dei cittadini. Che ne pensa?

FC: Su questa questione aveva fatto un ottimo lavoro il Garante per la Privacy allora presieduto da Stefano Rodotà; credo che l'On Turco si sia ispirato a quella produzione regolativa. In ogni caso sono d'accordo, credo che debba essere garantito il "diritto all'oblio".

AG: Crede che le nuove tecnologie muteranno i rapporti tra i cittadini ed i rappresentanti politici? Ci sono solo opportunità o anche rischi?

FC: I rapporti sono già mutati! La rete costituisce un potente strumento di verifica e validazione grazie alla sua capacità di memorizzare chi dice falsità o inesattezze, o predica in un modo e poi razzola diversamente. C'è un aspetto positivo nel rapporto tra rete cittadini e politica pubblica già evidenziato dall'esperienza dell'Agenda 21 in Rete. Quando i cittadini possono accedere alle informazioni e possono interloquire attraverso processi di partecipazione con i decisori, in genere si trovano le soluzioni migliori e condivise anche per le questioni più spinose.

AG: Grazie e buon lavoro

FC: Grazie a voi, a presto.

Chi è Fiorello Cortiana?

(tratto da "Chi Sono?" in http://web.fiorellocortiana.it/html/modules/news/article.php?storyid=256)
Sono nato nel 1955 a Milano, città dove vivo con mia moglie Valeria e mio figlio Alessio di 14 anni. Mi sono laureto in Lettere moderne all’Università Statale di Milano e sono stato eletto Senatore nel 1996 e nel 2001. Fin dagli anni ‘80 mi sono speso per la qualità di Milano: dalla chiusura dello zoo a quella del traffico nel centro storico fino alla salvaguardia del giardini di Via Pallavicino. Inoltre, sono stato tra i fondatori dell’Associazione per il Parco Agricolo Sud. Negli anni ’90, come Assessore della Regione Lombardia ai Parchi e Territorio, sono stato promotore del vincolo contro la speculazione edilizia sui Navigli. Il mio impegno di Assessore è stato fondamentale per la destinazione del nuovo polo fieristico a Rho – Pero. Nel corso della mia attività di Senatore ho promosso, nel settore dello Sport quella che è poi diventata la Legge contro il doping, giudicata tra le più avanzate normative per la difesa della salute degli atleti e per la garanzia dell’etica sportiva. Come Vicepresidente della Commissione Agricoltura sono stato protagonista nella battaglia contro gli OGM, introducendo nel nostro ordinamento il principio di precauzione. Ho presentato il Decreto legge sulle norme in materia di pluralismo informatico nella Pubblica Amministrazione che ha inaugurato il dibattito sul software libero e sugli standard aperti in uso in Italia e in Europa e contestualmente sono stato Presidente dell’intergruppo per l'innovazione tecnologica e la democrazia telematica. La crescita del settore ICT e della libertà degli utenti sono al centro della mia azione di parlamentare ottenendo importanti successi per la libertà della rete e divenendo un punto di riferimento per i temi del diritto d'autore e del copyright. Ho rappresentato il Senato italiano al World Summit on Information Society dell’ONU.

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