Interviste

“Let’s expose Rome” with a Cloud Cult Platform: a conversation with Camelia Boban and Simone Pulcini about semantic web (15th December 2014)

(This post is part of a serie on GDG Rome DevFest 2014)

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Agatino Grillo: Hi Camelia, hi Simone. Could you introduce yourselves?

Camelia Boban: My name is Camelia. I come from Romania where I graduated in Economics from Craiova University. I have been living in Italy since 1992. I am a freelance software developer, member of Google Developer Group L-Ab Lazio Abruzzo, contributor of Wikipedia, the collaborative and online free encyclopedia, affiliate with Wikimedia, the movement behind Wikipedia and promoter of “Wiki Loves Monuments” the international photo contest, organised by Wikipedia.

Simone Pulcini: Hi! My name is Simone. I’m engaged in software development for more than a decade. I specialized myself in enterprise architectures and modelling. I covered several business tasks for private firms as well as for public administration. I’m a certified UML developer (OCUP) and I'm obtaining the Java Enterprise Architect (OCMJEA 6) certification. I’m the Google Developers Group Rome chapter co-organizer together with Antonella Blasetti. I have a Master’s Degree in Computer Science from “La Sapienza” Rome University.

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Agatino Grillo: You were speakers to the Google Developer Group (GDG) Fest on 8th November in Rome in the code-lab dedicated to semantic web using Google technologies. What about it?

Camelia & Simone: The code-lab was titled «Roma non è mai stata così “Esposta”»: the title is a pun, a joke, that you can translate in English like “Let’s expose Rome” in the sense of permitting to explore Rome’s monuments and to run a risk. You can find the slides here http://www.slideshare.net/cameliaboban/cloud-cult-platform-roma-non-mai-stata-cos-esposta or here in pdf format or pptx format

Agatino Grillo: Why a code lab about semantic web?

Camelia & Simone: Nowadays there are a lot of semantic data available in the Web. Their potential is enormous but often it is very difficult to explore them. Using semantic Web technologies help users to easily explore large amounts of data and interact with them.

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Agatino Grillo: Could you explain in a nutshell what is “semantic web”?

Camelia & Simone: Using Wikipedia’s definition, the Semantic Web aims at converting the current web, dominated by unstructured and semi-structured documents into a “web of data”.
Semantic Web technology lets you push the web from a web of documents to a web of data using open and free “Linked Data” technologies like RFD, SPARQL, DBPedia which permit to access to information without creating a lot of custom code. In our codelab we also use Google’s solutions like “Google Cloud Endpoint” and “Google App Engine” to realize our application.

Agatino Grillo: What did you propose in your lab?

Camelia & Simone: We used data produced by DBpedia, a community effort to extract structured information from Wikipedia and to make the information available on the web by exposing it with RDF a public standard for “linked data”.

Agatino Grillo: And what about Google Cloud Endpoints?

Camelia & Simone: Google Cloud Endpoints”  consists of tools, libraries and capabilities that allow easier to create a web backend for web clients and mobile clients such as Android or Apple’s iOS. For backend we use “App Engine app” to be freed from system admin work, load balancing, scaling, and server maintenance.

Agatino Grillo: Thanks Camelia, thanks Simone.

Camelia & Simone: Thanks to you

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Slides

Project’s code (codelab)

Links

Requirements for codelab: https://docs.google.com/document/d/1Ys7HpA_9vKT5fBGtQ1rj0Y2DdURaVXcbodQU...

How to contact Camelia

How to contact Simone

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Il lavoro al tempo del web - Intervista a Massimo Chiriatti (24 novembre 2014)

(This post is part of a serie on GDG Rome DevFest 2014)

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Agatino Grillo: Ciao Massimo. Vuoi presentarti?

Massimo Chiriatti: Ciao a tutti. Sono un tecnologo, studioso dell’economa digitale e blogger de Il Sole 24 Ore. Ho una laurea in Scienze Politiche e ho conseguito un Master in Governo dei Sistemi Informativi. Mi occupo in particolare delle aree di intersezione tra la tecnologia e l’economia digitale con particolare attenzione alle possibili conseguenze a livello sociale ed occupazionale.
Potete contattarmi via email, Twitter, Facebook, Linkedin

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Agatino Grillo: Cosa ci facevi alla Google DevFest di Roma dello scorso 8 novembre 2014?

Massimo Chiriatti: Gli amici di Google Developer mi hanno invitato a partecipare come speaker alla conferenza iniziale nella quale diversi relatori hanno portato la loro testimonianza sui cambiamenti che le nuove tecnologie stanno portando nei rispettivi campi di competenza.

Agatino Grillo: Hai intitolato il tuo intervento (qui in pdf, 14 slide, 790 K), dedicato al mondo del lavoro, “Work games”; un omaggio al film “War Games”  e contemporaneamente una chiara indicazione che sempre più anche nel lavoro c’è una forte competizione tra uomini e macchine?

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Massimo Chiriatti: Nel mio intervento sono partito dalla semplice constatazione che sempre più le macchine e i software evoluti permettono di sostituire attività lavorative precedentemente gestibili solo da esseri umani. Si è cominciato con l’automazione dei lavori a forte manualità e ripetibilità (agricoltura e catene di montaggio nell’impresa manifatturiera) per passare all’informatizzazione di lavori a forte contenuto informativo (vendita biglietti e check-in, negozi anche fisici virtualizzati e automatizzati, banche e assicurazioni che offrono sempre più servizi solo online) fino alla situazione odierna in cui la nuova frontiera è quella delle macchine dotate di capacità previsionali sulla base dei dati accumulati (logica abduttiva cioè software capaci di fare diagnosi a partire dai sintomi). Le mie conclusioni, un po’ provocatorie, sono che non conviene lavorare contro le macchine, piuttosto dobbiamo lavorare con loro per moltiplicare insieme l’output e quindi il benessere (da dividere più equamente).

Agatino Grillo: Cosa significa?

Massimo Chiriatti: Dato che le tecnologie sono sempre più sofisticate e meno costose le imprese ovviamente cercano di sostituire il lavoro umano dovunque sia possibile con il lavoro delle macchine; ad oggi le aree in cui ciò non è ancora possibile riguardano i lavori creativi e i lavori dove l’empatia con gli altri esseri umani gioca ancora un ruolo fondamentale. Così diventa fondamentale essere innovativi, saper comunicare, saper lavorare in team. Detto in altre parole: la classe lavoratrice “media” scompare perché siamo in un sistema che va verso attività particolari, che cambiano in fretta e non richiede persone “tuttofare” ma talenti specializzati. La Rete ci offre però la possibilità di “metterci in vista” ed essere individuati dalle aziende alla ricerca delle nostre capacità. Attenzione però: il web permette a tutti di mettersi in mostra e pertanto esaspera la competizione.

Agatino Grillo: Dunque?

Massimo Chiriatti: Prima chi cercava lavora passava in rassegna gli annunci, ora è un algoritmo che cerca la parola chiave. E non è la stessa cosa. È una conseguenza logica di anni passati ad inserire i nostri CV nei database online, così che adesso siamo all’interno di una matrice di dati. Quando ci sarà l’incrocio di domanda e offerta, un match, sarà il lavoro a cercarci, e si paleserà con una notifica sullo smartphone.

Agatino Grillo: Non c’è il rischio di un individualismo professionale troppo spinto? E l’Italia è pronta a queste sfide o rischiamo di trovarci sempre più alla periferia dell’impero delle grandi corporation?

Massimo Chiriatti: Deve essere chiaro che il mondo cambia nonostante i nostri timori. I fatti sono questi: le grandi imprese aumentano di numero, decentralizzano e hanno vita più breve. Dal 1988 al 2007 sono raddoppiate, siamo passati da 25 a 50 milioni di imprese nel mondo, anche questi sono i benefici della globalizzazione, spesso trascurati, perché non si creano nel nostro territorio. I fattori chiave di tale dinamica sono il calo dei costi sia del trasporto dei beni e delle informazioni, sia dell’elaborazione e della memorizzazione. Detto in altri termini: i capitali si sono sempre mossi verso la più alta remunerazione e oggi vanno dove ci sono le intelligenze migliori, non dove il lavoro costa meno o in un territorio delimitato. Siamo erroneamente rimasti ancorati all’idea che le imprese abbiamo vite secolari ma non è più così: le più grandi imprese sono quelle nate circa dieci anni fa; di questo passo immaginiamo cosa – e soprattutto chi- farà nascere le imprese nel prossimo decennio. Adesso i capitali - e le tecnologie - vanno incontro anche a una singola impresa, fatta anche da una sola persona molto talentuosa.

Agatino Grillo: Grazie Massimo e buon lavoro

Massimo Chiriatti: Grazie a tutti

Le slide della presentazione di Massimo al Google DevFest 2014 di Roma

  • Massimo Chiriatti, “Work Games”, Google DevFest 2014, Roma , 8 novembre 2014 (pdf, 14 slide, 790 K)

Approfondimenti

Per contattare Massimo

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Costruiamo insieme una storia immersiva – intervista a Serena Zonca (12 novembre 2014)

(This post is part of a serie on GDG Rome DevFest 2014)

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Agatino Grillo: Ciao Serena. Vuoi presentarti rapidamente?

Serena Zonca: Ciao a tutti. Mi chiamo Serena Zonca, sono bergamasca, classe 1967. Sono laureata in Lingue e letterature straniere, giornalista e professionalmente mi occupo di editoria cartacea e digitale. Curo il sito Autopubblicarsi.it dedicato alle nuove forme di editoria e in particolare al self-publishing. Mi piace sperimentare e credo che gli ebook siano il grado zero della nuova editoria. Ulteriori informazioni su di me sono disponibili sul mio blog. Ovviamente posso essere contattata via Facebook, Linkedin e Twitter o direttamente attraverso il mio sito.

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Agatino Grillo: Che ci facevi alla Google DevFest di Roma dello scorso 8 novembre 2014 tra programmatori, ingegneri e nerd vari?

Serena Zonca: Google mi ha chiesto un contributo per la conferenza generale del mattino su come le nuove tecnologie stiano trasformando il modo di lavorare e così ho presentato un intervento sul tema della realtà virtuale e del “virtual storytelling”.

Agatino Grillo: Cominciamo dalla realtà virtuale. Non è stata una grande delusione? Se ne parla da anni ma ancora non ci sono risultati significativi o sbaglio?

Serena Zonca: Come ho raccontato nel mio intervento, ho sperimentato per la prima volta la realtà virtuale nel 1992 a un evento intitolato Laboratori del virtuale organizzato dalla Triennale a Milano. Bisognava indossare un enorme casco e un cinturone, collegati tramite un mazzo di cavi a un computer che all’epoca pareva mostruoso e oggi farebbe tenerezza e a dire la verità mi vergognavo non poco all’idea di bardarmi a quel modo, anche perché una piccola folla sghignazzava osservando i volontari così mascherati. E invece, una volta collegata mi sono ritrovata in un nuovo universo virtuale: una stanza bianca, spoglia; nell’aria erano sospesi alcuni aeroplanini, una manciata di poligoni. I pixel erano grossi come frittelle e il frame rate di 4-5 fps. Però … io ero lì. La stanza esisteva, era vera! Da allora mi interesso di realtà virtuale.

Agatino Grillo: Cos’è invece il “virtual storytelling”?

Serena Zonca: Narrare storie fa parte della natura degli esseri umani e quindi lo storytelling è un meccanismo collaudato e potente per catturare l’attenzione, comunicare e generare emozioni, come ben sanno i pubblicitari. Pur essendo una costante antropologica, anche la narrazione si è evoluta nel tempo. È passata dall’oralità dei racconti primordiali alla scrittura, prendendo le forme del teatro, del romanzo, della sceneggiatura cinematografica e televisiva, della traccia di un videogame. Si è adattata ai mezzi tecnici di volta in volta a disposizione.
La sfida del “virtual storytelling” è fondere la narrazione con le attuali tecnologie, compresa la realtà virtuale, per creare un nuovo mezzo narrativo che non sarà più fruito passivamente come gli attuali libri o film, ma in modo interattivo: le storie potranno non limitarsi più a un inizio e una fine ma prevedere bivi e conclusioni multiple. Per realizzare il “virtual storytelling” gli scrittori dovranno collaborare con gli sviluppatori di software, con i grafici, con i modellatori 3D...

Agatino Grillo: Qual è il punto di contatto tra il “virtual storytelling” e la realtà virtuale?

Serena Zonca: Il collegamento è l’immersività, che è un’altra costante della storia culturale. Gli esseri umani hanno sempre cercato di ricreare mondi e l’illusione di farne parte, di esserne circondati a 360°. I primi esempi risalgono all’antichità classica: mi riferisco agli affreschi della Villa di Livia a Primaporta, a Roma, al trompe l’oeil della Sala delle Prospettive di Villa Farnesina sempre a Roma e a tanti altri esempi fino ad arrivare al Cinerama e al Sensorama degli anni ‘60 del 1900.
Arriviamo così al 1992 di cui parlavo prima. La realtà virtuale era la promessa di una rivoluzione immersiva che però non c’è stata. I computer erano troppo lenti; i display, i rilevatori di posizione, i guanti troppo costosi e ingombranti. Le magnifiche sorti e progressive della realtà virtuale hanno subito una battuta d’arresto prima ancora che le previsioni apocalittiche dei detrattori avessero il tempo di verificarsi.
Oggi, però, la congiuntura torna a presentarsi favorevole. Grazie, da una parte, agli avanzamenti della tecnologia e, dall’altra, alla naturalezza con cui ormai ci rapportiamo con i processori e la rete.
Con una configurazione il cui costo iniziale sul mercato si aggira intorno al migliaio di euro (Oculus Rift, Microsoft Kinect e Virtuix Omni) siamo già in grado di entrare dentro un mondo artificiale e di muoverci e interagire con naturalezza con le sue componenti.

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Agatino Grillo: Come pensi evolverà l’editoria nei prossimi anni? Molti temono che le nuove tecnologie possano spazzare via il mondo che conosciamo adesso e hanno giustificati timori. Tra 10 anni esisteranno ancora i libri? O faranno la fine del vinile?

Serena Zonca: Il mondo non si ferma per le nostre paure. La vera sfida è governare il cambiamento, non opporvisi. Sono comunque convinta che i libri cartacei continueranno a esistere per decenni. Quello su cui dobbiamo lavorare è costruire nuovi linguaggi e nuovi strumenti che ci permettano di sfruttare le opportunità che la tecnologia oggi ci offre e di soddisfare i bisogni di un pubblico nuovo. Per questo sono stata ben lieta di partecipare all’incontro di Google e di confrontarmi con i tecnici che progettano strumenti digitali fondamentali per lo sviluppo culturale dell’umanità.

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Agatino Grillo: C’è qualche progetto concreto a cui stai lavorando su questo versante?

Serena Zonca: Proprio alla Google DevFest di Roma abbiamo lanciato la proposta di creare una vera “storia immersiva” grazie alla potenza e alla ricchezza della comunità che si tra sviluppando intorno a questo tipo di evento. Un altro obiettivo potrebbe essere quello di sviluppare nuovi strumenti per avvicinare gli autori all’immersività e dare loro autonomia nella sperimentazione di nuovi linguaggio espressivi che richiedono, come dicevo, una forte condivisione di esperienze e lavoro con altre figure professionali.

Agatino Grillo: Grazie Serena e buon lavoro!

Serena Zonca: Grazie a tutti!

Testo e slide della presentazione di Serena alla Google DevFest 2014

  • Serena Zonca, “Virtual Storytelling”, Google DevFest 2014, Roma , 8 novembre 2014

Per contattare Serena Zonca

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Primarie PD Lazio, la parola ai cittadini: altre 4 domande a Giovanni Bachelet (28 gennaio 2012)

banner di Giovanni

Il 22 gennaio 2012 si sono concluse le votazioni tra gli iscritti del PD Lazio per la scelta del nuovo segretario del partito regionale. I risultati ufficiali  sono stati: Enrico Gasbarra 70,01% (16.455 voti), Marta Leonori 13,67% (3.214 voti), Giovanni Bachelet 8,48% (1.994 voti), Marco Pacciotti 7,84% (1.842 voti). In base a questi dati accedono al secondo turno, le primarie del 12 febbraio 2012 in cui votano i cittadini e non solo gli iscritti, Enrico Gasbarra, Marta Leonori e Giovanni Bachelet.
Ho pertanto scritto, il 26 gennaio, ai 3 candidati facendo loro alcune domande sulle "primarie dei cittadini" del 12 febbraio 2012. Marta è stata la prima a rispondere (qui  le sue risposte). Ecco oggi le risposte di Giovanni (e speriamo che anche Enrico risponda!). PS: in questa intervista a Giovanni Bachelet le domande sono solo 4 (rispetto alle 6 formulate a Marta Leonori e Enrico Gasbarra perché avevamo già intervistato Giovanni lo scorso 21 gennaio e qui trovate le sue risposte).

 

 

Agatino Grillo (AG): Ciao Giovanni, grazie di essere ancora con noi. Come giudichi i risultati del primo turno delle primarie per la scelta del segretario del PD Lazio?

Giovanni Bachelet (GB): Un ottimo risultato. L'obiettivo per noi era diventato, dopo l'imprevedibile apparizione di ben due candidati subito prima della scadenza ufficiale delle candidature, di non arrivare quarti nella fase dei circoli ed essere così esclusi da una competizione e una sfida a Gasbarra che avevamo noi stessi promosso! Avevamo infatti molti amici sparsi per il Lazio ma nessun insediamento organizzato in quasi nessun circolo del Lazio (come si vede dai numeri: abbiamo pochi voti quasi ovunque e quasi nessun "picco"), anche perché il nostro gruppo proviene da tutte e tre le vecchie mozioni del 2009, ma queste vecchie mozioni non sono morte e, nella loro parte prevalente e organizzata, hanno optato o per Gasbarra (ex-Bersani, ex-Franceschini) o per Leonori e Pacciotti (ex-Marino). Una volta passate queste forche caudine direi che nel voto degli elettori del PD dovremmo avere meno difficoltà: gli elettori sono meno "fidelizzati" degli iscritti, l'unico problema sarà informarli della mia candidatura e del nostro programma perché vadano a votare il 12 febbraio.

AG: Prima che fossero noti i risultati del primo turno avevi proposto che chi, nel voto dei circoli, avesse raggiunto la seconda posizione dopo Gasbarra, rimanesse l'unico candidato in alternativa a Gasbarra facendo un accordo con 3° e 4° classificato. La seconda classificata è Marta Leonori: confermi la tua proposta? Sei pronto a ritirarti se Marta dicesse di sì?

GB: Il 18 gennaio, a breve distanza dalla mia lettera aperta sulle agenzie, ho ricevuto ufficialmente e pubblicamente un rotondo no sia da Marco Pacciotti (l'ha definita "fantasiosa"), sia da Marta Leonori, e anche il suo no era senza spiragli: "La mia candidatura – ha dichiarato quel giorno a un'agenzia – è alternativa agli altri tre in campo perché il mio profilo ed il mio programma sono diversi." Avevo lanciato la proposta quando gran parte dei circoli non aveva ancora votato affinché i candidati rispondessero prima di conoscere l'ordine di arrivo, sulla base di una convinta convergenza politica e non di un'ovvia convenienza aritmetica; e, al tempo stesso, la maggioranza degli iscritti potesse votare a ragion veduta, conoscendo in anticipo proposta e risposte date. Dopo il voto nei circoli era obbiettivamente difficile ricuperare, e purtroppo non è avvenuto: il gruppo che mi sostiene nelle cinque province del Lazio ha ritenuto che il ripensamento di Marta fosse fuori tempo massimo, come ho detto rispondendo a domande specifiche di alcune agenzie di stampa.

AG: La tua candidatura si è avvalsa, all'inizio in modo tiepido poi con più convinzione, della rete (sito web, social network, ecc.). Che giudizio dai di questi nuovi media? Sono stati utili per la tua affermazione? Nei 15 gironi che ci separano dal 12 febbraio insisterai su questo canale o sfrutterai anche i canali tradizionali?

Giovanni BcheletGB: Oltre agli insostituibili incontri dal vivo con persone in carne ed ossa, come il lancio della mia campagna lo scorso 15 dicembre o le decine di presentazioni del mio programma nei circoli PD, la rete è l'unico strumento a disposizione della mia campagna. Per scelta e anche per necessità: non disponiamo di grandi mezzi finanziari e la rete è il modo migliore di utilizzare il patrimonio di risorse umane, quantitativamente e qualitativamente ragguardevole, espresso dal gruppo che otto mesi fa ha dato vita al nostro progetto per il PD Lazio. Nego però che ci sia stata alcuna dinamica dal tiepido al caldo, è stato così fin dall'inizio: abbiamo raccolto le pre-adesioni necessarie a raggiungere il numero di firme necessario alla mia candidatura per email, il nostro sito web www.eadessoilpdlazio.it è stato il primo a partire per le primarie del PD Lazio, il video del lancio della mia campagna era dopo poche ore sul sito di Radio Radicale (http://www.radioradicale.it/scheda/342102/con-metodo-democratico-primari...), e anche le interviste radio e televisive sono facilmente raggiungibili dal reparto "audio/video" del nostro sito. Il fatto è che da professore di Fisica alla Sapienza, fino a quattro anni fa, non ho mai avuto una segretaria personale: sarei morto se non fossi stato da più di vent'anni un utente compulsivo della rete, che prima della sua diffusione popolare era già uno strumento di prima necessità per comunicazioni efficienti nella comunità scientifica. Credo di aver cominciato a comunicare per email con colleghi di altre parti del mondo intorno al 1985!

AG: Prossime mosse?

GB: In ciascuno dei 17 collegi del Lazio chi ha già lavorato con successo nei circoli consentendomi di "passare il turno" sta ora lavorando alla composizione delle liste. Abbiamo già le nostre straordinarie teste di serie, 17 donne che sul territorio hanno lavorato al progetto di un nuovo PD che fa quel che dice e dice quel che fa e hanno il compito, insieme agli altri che via via stiamo mettendo insieme, di trascinare le rispettive liste verso risultati superiori a quelli ottenuti nei circoli. Questo lavoro di composizione, che durerà fino alla scadenza di lunedì 30 gennaio a mezzogiorno, punta ad una ottimale rappresentanza di quanti in ogni collegio mi hanno sostenuto: un mondo luminoso e plurale come i colori dell'arcobaleno, unito dal desiderio di contribuire alla nascita di un PD Lazio coerente con i propri principi e rinnovato nella classe dirigente. Stiamo inoltre lavorando alla campagna di comunicazione. All'assemblea regionale del 26 novembre ho annunciato che non avremmo usato manifesti, e manteniamo l'impegno. Nel frattempo ho contribuito a far ritirare dal cosiddetto "decreto milleproroghe"  una sanatoria delle affissioni politiche abusive che il mio partito aveva inopinatamente co-firmato in commissione, quindi di manifesti non se ne parla proprio. Ma dobbiamo riuscire malgrado questo a raggiungere tutti. La nostra battaglia, cominciata otto mesi fa e culminata nelle primarie per il segretario e la nuova assemblea regionale, vuol contribuire alla nascita di un gruppo dirigente capace di rimettersi in sintonia con i cittadini e interrompere la sequenza di sconfitte elettorali del PD nel Lazio. La "riconquista democratica" del Lazio ha riflessi decisivi anche sulle elezioni politiche nazionali! Aver rinunciato ai manifesti richiede quindi un supplemento di intelligenza e creatività: anche chi non usa la rete merita di essere informato dell'importanza di questo voto per il Lazio e per l'Italia. Ci stiamo perciò spremendo le meningi e qualche idea buona ci sta già venendo.

AG: Grazie Giovanni.

GB: Grazie a te.

Altri interviste di questa serie 

Altri articoli e interviste a Giovanni Bachelet su www-democratici-digitali.com

•   Primarie PD Lazio: Quattro domande a Giovanni Bachelet (21 gennaio 2012)
•   Con metodo democratico: resoconto del convegno di presentazione della candidatura di Giovanni Bachelet come segretario PD Lazio (Roma 15 dicembre 2011)
•   Con metodo democratico: resoconto del convegno di presentazione della candidatura di Giovanni Bachelet come segretario PD Lazio (Roma 15 dicembre 2011) 

Chi è Giovanni Bachelet?

Tratto  da http://www.eadessoilpdlazio.it/?page_id=507
Nato nel 1955, sposato con quattro figli, Giovanni Bachelet vive a Roma dove è ordinario di Struttura della Materia all'università la Sapienza.
In precedenza ha insegnato e fatto ricerca negli Stati Uniti, in Germania, alla Scuola Normale di Pisa e all'università di Trento.
(…)
Si è formato nello scoutismo e nell'azione cattolica.
(…)
Ha partecipato alla fondazione dei Comitati Prodi (1995) e nel 1996 è stato candidato dell'Ulivo contro Gianfranco Fini al collegio XXIV di Roma; ha perso con onore (41mila voti contro 49mila) ed è tornato a casa. E' socio dell'ANPI e dell'associazione Paolo Sylos Labini. È fra i fondatori dell'associazione Libertà e Giustizia (2002) e del comitato del referendum costituzionale (2005); dal 2008 è presidente dell'associazione Sentiero della Libertà. Alle primarie fondative del Partito Democratico (ottobre 2007) è stato eletto a Roma nelle liste di Rosy Bindi all'assemblea costituente nazionale, dove ha lavorato nella commissione codice etico. Alle elezioni del 13 e 14 aprile 2008 è stato eletto deputato nelle liste del PD della circoscrizione Lazio 1 ed ha da allora lavorato nella VII Commissione della Camera (Cultura).
(…)
Nel novembre 2011 si è candidato alla segreteria regionale del partito democratico del Lazio.
Per approfondire:

    http://www.giovannibachelet.it/
    http://www.politicheistruzione.forumpd.it/
    La vita di Giovanni Bachelet (dal sito di Giovanni)
    Curriculum scientifico
    Il sito http://www.eadessoilpdlazio.it/ creato per la candidatura di Giovanni Bachelet alle primarie del PD Lazio

Per contattare Giovanni

http://www.eadessoilpdlazio.it/?page_id=186

Per sostenere Giovanni

http://www.eadessoilpdlazio.it/?page_id=927

Il programma politico di Giovanni

Tratto da http://www.eadessoilpdlazio.it/?page_id=80

Scarica il programma completo in pdf

AG-Vocabolario: 

Primarie PD Lazio, la parola ai cittadini: 6 domande a Marta Leonori (27 gennaio 2012)

banner di Marta

Il 22 gennaio 2012 si sono concluse le votazioni tra gli iscritti del PD Lazio per la scelta del nuovo segretario del partito regionale. I risultati ufficiali  sono stati: Enrico Gasbarra 70,01% (16.455 voti), Marta Leonori 13,67% (3.214 voti), Giovanni Bachelet 8,48% (1.994 voti), Marco Pacciotti 7,84% (1.842 voti). In base a questi dati accedono al secondo turno, le primarie del 12 febbraio 2012 in cui votano i cittadini e non solo gli iscritti, Enrico Gasbarra, Marta Leonori e Giovanni Bachelet.
Ho pertanto scritto, ieri 26 gennaio, ai 3 candidati facendo loro 6 domande sulle "primarie dei cittadini" del 12 febbraio 2012. Marta è stata la prima a rispondere. Ecco l'intervista.

 

 

Agatino Grillo (AG): Ciao Marta e grazie per la collaborazione. Come giudichi i risultati del primo turno delle primarie per la scelta del segretario del PD Lazio?

Marta Leonori (ML): Credo che il mio secondo posto, dietro al primo ottenuto come prevedibile da Gasbarra, sia la vera sorpresa di questa fase iniziale delle primarie 2012 del Pd Lazio. Aver ottenuto il 13,67% dei voti è il segnale che abbiamo messo in campo tra i nostri iscritti una proposta capace di suscitare interesse, partecipazione e speranza di cambiare il partito. Ne abbiamo davvero bisogno.

AG: Giovanni Bachelet, prima che fossero noti i risultati del primo turno, aveva proposto  che chi, nel voto dei circoli, avesse raggiunto la seconda posizione dopo Gasbarra, rimanesse l'unico candidato in alternativa a Gasbarra facendo un accordo con 3° e 4° classificato. Sei tu la seconda classificata: cosa ne pensi della proposta di Bachelet?

ML: Ho incontrato Bachelet nei giorni successivi alle votazioni nei circoli; gli avevo dato la mia disponibilità ad accettare i punti programmatici che lui mi proponeva in quanto su alcuni c'è piena sintonia tra di noi. Ma con mio rammarico  Bachelet mi ha comunicato che non è disponibile a convergere sulla mia candidatura.

AG: Nel tuo programma per le votazioni nei circoli hai insistito sul rinnovamento, il coraggio e la trasparenza che il "nuovo" PD Lazio dovrà avere come caratteristiche salienti. In vista del secondo turno, dove voteranno tutti i cittadini, modificherai il tuo messaggio in qualche modo?
 

Marta

ML: Le mie proposte rimangono le stesse anche in questa seconda fase delle votazioni, che è aperta a tutti i cittadini. Chiaramente ora proporremo il nostro programma ad una platea di persone più vasta. Ho già in agenda un ricco calendario di incontri con i cittadini e le categorie. Per rimettere il PD Lazio sulla strada giusta bisogna attribuire agli eletti nelle istituzioni e agli organi di direzione funzioni precise e produttive. Uno dei compiti più importanti del partito regionale è quello di aiutare i circoli e le federazioni a costruire iniziativa politica e raccogliere stimoli ed esigenze che da questi provengono.

AG: La tua candidatura si è avvalsa, all'inizio in modo tiepido poi con più convinzione, della rete. Che giudizio dai dei nuovi media? Sono stati utili per la tua affermazione? Nei 15 giorni che ci separano dal 12 febbraio insisterai su questo canale o sfrutterai anche i canali tradizionali?

ML: Ho scoperto Twitter con l'avvio di questa campagna elettorale e mi sembra un ottimo strumento per aggiornare in tempo reale i miei contatti sulle attività che facciamo quotidianamente. Facebook invece lo utilizzo da tempo, dall'inizio della campagna elettorale sono arrivata quasi a 2.000 contatti.

AG: Non parliamo di PD, ma del Lazio. Ti cito tre emergenze: rifiuti, legalità e digital divide. Qual è il tuo punto di vista e quali sarebbero le tue iniziative se diventassi segretario del PD Lazio?

ML: Innanzitutto lancerei una campagna contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nel nostro territorio con l'obiettivo immediato della creazione di una "Consulta degli amministratori democratici contro la criminalità". Per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti vorrei sottolineare che né Alemanno né la Polverini sono stati in grado di favorire a Roma un nuovo modello di gestione. In Provincia invece, grazie all'impegno del presidente Zingaretti, è stato coinvolto quasi un milione di abitanti con la raccolta porta a porta. Questa è la strada giusta da percorrere. La Provincia di Roma ha lavorato bene anche per abbattere il digital-divide con il programma Provincia Wi-Fi, in poco tempo ha dotato di connessione gratuita la maggior parte dei suoi 120 Comuni.

AG: Infine una domanda sul contesto politico più ampio. Nelle ultime settimane il quadro politico e sociale del nostro paese è fortemente cambiato: caduta di Berlusconi, frantumazione della Lega Nord, governo "tecnico" appoggiato dai principali partiti. Il PD un po' "miracolosamente" secondo i sondaggi è (forse) il primo partito del paese anche grazie al crollo del PDL. Rimangono fortissime le tensioni sociali compresa una forte avversione verso la casta "politica" anche a causa di comportamenti poco limpidi da parte di alcune forze politiche (e di alcuni politici).
Alcune formazioni politiche (grillini, estrema sinistra, in parte IDV) soffiano sul fuoco dell'antipolitica e anche nel PD si agitano "movimenti" radicaleggianti. Qual è la tua visione? Quale deve essere a tuo avviso l'agenda politica del PD per conquistare consensi e avviare una fase politica nuova?

ML: Io credo che la politica deve tornare ad avere una sua dignità, mi sto battendo per questo e continuerò a farlo. Il Pd deve avere l'ambizione di non essere una filiera di interessi particolari, proporre un'identità ed elaborare una proposta politica riformatrice. Abbiamo bisogno di un partito vissuto e alimentato in primo luogo dai suoi iscritti, anche attraverso referendum tematici, previsti ma mai organizzati. Un grande partito pluralista, sottratto alla logica delle correnti e votato alla formazione di quadri e iscritti, capace di essere punto di riferimento dei circoli e degli eletti nelle istituzioni. Per fare tutto questo serve una nuova classe dirigente, perché ogni tempo deve avere i suoi protagonisti: donne e giovani in primo luogo, troppo spesso ai margini di ogni investimento politico e amministrativo.

AG: Grazie Marta.

ML: Grazie a voi.

Chi è Marta Leonori?

Marta

Tratto da http://www.senonmartachi.it/marta-leonori/
Marta è nata nel 1977, a Roma, dove è cresciuta, vive e lavora.
È stata scout nei gruppi Roma 32 e poi Roma 104, fino alla comunità capi.
Si è appassionata alla politica negli anni del liceo, e il suo impegno è cresciuto all'università di Roma Tre, dentro una nuova esperienza costruita da un gruppo di studenti, "Ricomincio da Tre". E' stata eletta rappresentante degli studenti nel Consiglio di Facoltà di Economia e nel Consiglio degli Studenti.
Ma non ha smesso di studiare.
Ha frequentato in quegli anni l'Ecole de commerce di Troyes, in Francia, grazie al progetto Erasmus, e ha preparato la tesi di laurea studiando alla London School of Economics. Subito dopo la laurea ha fatto un master in Innovazione e Management nelle Amministrazioni Pubbliche a Tor Vergata; nel 2004 ha vinto una borsa di dottorato in Economia e Gestione delle Aziende e delle Amministrazioni Pubbliche.
Ma non ha smesso di fare politica.
Il suo impegno nel territorio è iniziato nella sezione dei DS di Garbatella. Si è occupata di politiche femminili per i DS dell'XI Municipio di Roma e poi di politiche universitarie per i DS di Roma. Nel 2009 è stata eletta nella direzione nazionale del PD e dal 2011 fa parte del coordinamento nazionale delle Democratiche.
Dal 2001 lavora alla Fondazione Italianieuropei, di cui da settembre è il direttore: guida un gruppo di lavoro tutto al femminile, impegnato a fare della Fondazione un vero luogo di elaborazione politica e di incontro delle anime del centrosinistra riformatore.
Ma non ha smesso di rischiare.
Perché crede nella partecipazione, nella responsabilità, nella democrazia.
Marta si presenta su YouTube http://www.youtube.com/watch?v=Nfq5aqdHcfc&feature=player_embedded

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Il programma politico di Marta

Tratto da http://www.senonmartachi.it/con-lo-sguardo-rivolto-al-futuro/

Scarica il programma completo in pdf

AG-Vocabolario: 

Intervista ad Andrea Ferrari, autore di "Milano A. Brandelli"

Come ho scritto "Milano A. Brandelli" è il romanzo d'esordio di Andrea Ferrari giovane autore milanese di cui, nei prossimi giorni, sarà pubblicato il nuovo romanzo dal titolo "Bravo Brandelli". Con l’occasione ho fatto ad Andrea una piccola intervista.
 
Agatino Grillo (AG): Ciao Andrea. Ci racconti chi sei e chi è Andrea Brandelli?

Andrea Ferrari (AF): Ciao Agatino, prima di tutto grazie per l’intervista e secondo di tutto un saluto ai tuoi lettori. Con ordine: mi chiamo Andrea Ferrari, ho trent’anni quasi trentuno sono laureato in lingue e letterature scandinave (norvegese) e dirigo un centro anziani un po' particolare del Comune di Milano in zona Corvetto (periferia sud di Milano). Sono nato e vivo a Gorla vicino al naviglio Martesana (periferia est di Milano) sono appassionato di calcio(faccio il portiere) e della letteratura scandinava nel periodo di passaggio fra l'ottocento e il novecento. Sono fidanzato con Sara da circa sette anni e mezzo e a tempo perso faccio lo scrittore di pseudo noir che a me piace chiamare grigi milanesi.

Wikinotizie: intervista a Corrado Giustozzi, il Nightgaunt, su sicurezza, privacy ed intelligiochi

Wiki@Home (wiki at home ) è il progetto che l'associazione Wikimedia Italia (corrispettivo italiano della Wikimedia Foundation ed unica detentrice in Italia del diritto all'utilizzo dei loghi wikimedia, wikipedia etc) dedica alle interviste a personaggi enciclopedici; il 9 marzo 2008 è stata pubblicata l'intervista che ho fatto a Corrado Giustozzi, il Nightgaunt  (e che in parte riutilizza materiale già pubblicato su questo sito e su IsacaRoma Newsletter). Buona lettura a tutti.

Intervista ad Andrea Pirotti, direttore esecutivo di ENISA

Agatino Grillo (AG): Buongiorno dottor Pirotti e grazie per la collaborazione. Lei è, dall'ottobre 2004, il direttore esecutivo di ENISA, l'Agenzia Europea per la Sicurezza delle Reti e dei Sistemi Informatici. Può farci una rapida presentazione della sua carriera professionale?

Andrea Pirotti (AP): Sono entrato in Accademia Militare nel 1967. Ho poi ottenuto la Laurea in Scienze Strategiche dall’Università di Torino da giovane ufficiale delle Trasmissioni. Ho maturato esperienze significative nell'ambito della sicurezza delle Reti e dei Sistemi Informatici inizialmente nell'esercito italiano (specializzazione nella cifratura delle informazioni e nella guerra elettronica) poi presso la società Marconi con incarichi gestionali in Spagna, Hong Kong/Taiwan, India, Cina, Malesia e Sud America fino ad assumere la carica di vicepresident. Nel 2003 ho lasciato la Marconi e sono stato nominato consigliere del Ministero delle Comunicazioni italiano nel settore della sicurezza informatica.

Intervista a Gianluigi Gamba, presidente di Wikimedia Italia

Dopo l'intervista a Frieda Brioschi del Board of Trustees di Wikimedia Foundation è ora la volta di fare quattro chiacchiere con Gianluigi Gamba, neo presidente di Wikimedia Italia.

Agatino Grillo (AG): Ciao Gianluigi e grazie per la collaborazione. Vuoi presentarti? Come inizia la tua avventura con Wikimedia / Wikipedia?

Gianluigi Gamba  (GG): Grazie a te per l'attenzione che mi dedichi. Ho iniziato a frequentare l'edizione in lingua italiana di Wikipedia nel marzo 2004, su segnalazione di un amico che era già utente, facendo qualche modifica da anonimo; ricordo di aver provato un senso di inadeguatezza e di confusione. Già allora Wikipedia mi appariva come bella e complessa e io mi sentivo poco preparato per contribuire. Qualche mese dopo, in agosto, mi registravo e iniziavo a partecipare assiduamente, nonché a frequentare la comunità degli utenti, sia virtualmente che in occasione dei raduni.

Risk Management – Intervista ad Alessandro Sinibaldi

Agatino Grillo (AG): Ciao Alessandro e grazie per la collaborazione. Vuoi fare una tua rapida presentazione professionale e personale?

Alessandro Sinibaldi (AS): Ciao, è un piacere incontrarci! Io sono Enterprise Architect e Project Manager e lavoro come libero professionista. Sono nato a Firenze il 13 settembre 1967 e sono dottore di ricerca in Fisica. Un tempo mi occupavo della nascita dell’universo ed ero un teorico delle particelle elementari e cosmologo. Dai miei studi, ho tratto un’enorme curiosità per tutto e uno spirito critico (e autocritico spero) piuttosto vivace, come è anche nella natura di noi toscani. Il fatto di essermi occupato nientepopodimenochè dell’universo, mi ha sempre spinto a occuparmi di tante cose e cercare un punto di vista analitico e

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