Letture

Norwegian Wood - Tokyo Blues di Haruki Murakami

Non ho potuto resistere. Dopo essere stato ipnotizzato da "L'uccello che girava le viti del mondo" di Haruki Murakami mi sono precipitato in libreria e fatto man bassa dei libri dell’autore giapponese. Ho cominciato con "Norwegian Wood Tokyo Blues"  e, fortunatamente, l’incantesimo continua. Impossibile smettere di leggere, doloroso arrivare alla fine. Letteralmente doloroso.
È un romanzo sull’adolescenza, sull’amor impossibile, sulla difficoltà di diventare adulti. Temi classici che Haruki Murakami ambienta alla fine degli anni 60 quando l’intero occidente ed il Giappone erano alle prese con la rivolta studentesca e la rivoluzione musicale.
Doloroso.

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Il giorno prima della felicità di Erri De Luca

Una favola, quasi un sogno.
Una Napoli sospesa nella fantasia, ricordi della guerra appena trascorsa, i bombardamenti americani (prima) e tedeschi (dopo).
Un ragazzino senza nome e senza passato che trova un nuovo padre nel portinaio del suo stabile. Un lungo, grande amore ormai dimenticato che un giorno bussa alla porta di casa.
Tanta Napoli, tanta Italia.
È il primo romanzo di Erri de Luca che leggo. Una (piacevole) sorpresa.

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Easter Parade di Richard Yates

Vite parallele di Sarah ed Emily, le sorelle Grimes, alla ricerca, entrambe, della propria emancipazione e realizzazione. Storie di donne che girano, come satelliti prigionieri, intorno agli uomini: uomini deboli o violenti, possessivi o indifferenti, mai figure positive.
Sarah ed Emily prendono strade diverse ma la vita non è mai facile nella visione di Richard Yates: in agguato c’è sempre il dolore, la delusione, l’equivoco.
Si parla di sentimenti, di amori non possibili, della vigliaccheria di fronte alle scelte decisive.
Si parla del bere come rifugio della realtà.
Si parla della pazzia.
Del tempo che passa implacabile.

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Revolutionary Road di Richard Yates (romanzo)

La storia di April, moglie, madre, amante insoddisfatta.
La storia di Frank, marito, padre, amante insoddisfatto.
La cronaca della vita quotidiana di una giovane coppia, April e Frank, negli Stati Uniti degli anni 50. Lui impiegato (infelice) nella nascente industria dei computer, lei casalinga (infelice) alla ricerca della propria realizzazione artistica (ed umana). Entrambi di fronte alla dura realtà che la giovinezza è finita e che i propri sogni non si sono avverati. Due figli li uniscono ma la coscienza della finzione del loro rapporto rischia di prendere il sopravvento. Frank si butta in una relazione extraconiugale, April tenta con il teatro. Sarà un fallimento per entrambi.
Grandissima scrittura di Richard Yates  che esordì con questo romanzo tanto bello che per anni poi non riuscì a scrivere più nulla.
Una scrittura in crescendo che procura ansia in chi legge come se alla fine ci fosse una tragedia in agguato.

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L'eleganza del riccio di Muriel Barbery

Finalmente un romanzo originale. Tante piccole idee che messe insieme cuciono una storia leggera e profonda allo stesso tempo incentrata sui temi più universali dell’umanità (sentimenti, amore, cultura, politica…) visti a "due mani" attraverso i due protagonisti: una bambina ed una donna di mezza età che vivono nello stesso palazzo e che alla fine (tardi, troppo tardi!) si scoprono uguali.
Il fil rouge de "L'eleganza del riccio" è il mascheramento: come nascondere la propria intelligenza, il proprio spirito critico, la propria cultura in una società che viceversa si basa sull’effimero, sull’acquiescenza, sul consumismo? Occorre fare come i ricci "animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti".

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Paura della matematica di Peter Cameron

Piccoli acquerelli sui sentimenti, il dolore, il tempo che fugge. Finalmente esce in Italia un nuovo libro di Peter Cameron, autore del bel "Quella sera dorata" e del bellissimo "Un giorno questo dolore ti sarà utile". Stavolta si tratta di sei racconti già pubblicati in lingua inglese negli anni ottanta e di un inedito "il mondo del ricordo" del 2008. Mi è particolarmente piaciuto "Memorial day", storia di un adolescente che vorrebbe fermar il mondo intorno a sé con il potere della parola (della non parola, esattamente) con un bellissimo finale. Divertente "Scorrimento veloce" dove il protagonista accetta di fingersi promesso sposo per fare un favore.

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Firmino di Sam Savage

Una favola filosofica. Un libro che sembra scritto nel secolo scorso ma che è attuale perché parla di temi sempre attuali: la diversità, la paura degli altri, la letteratura, l'essere uomini, il non essere uomini. "Firmino" è la storia di un topo che nato e costretto a vivere all'interno di una libreria finisce con l'identificarsi con il librario finendo col credere di essere anch'esso un essere umano invece che un (orribile) ratto. Ma Firmino è anche un novello Pinocchio, per tutto il romanzo alla ricerca di una fata turchina che lo faccia divenire bambino. E Firmino è anche un quasi scrittore che tutto il giorno, tutti i giorni, non fa che pensare al libro che potrebbe e vorrebbe scrivere (se solo avesse le mani invece delle zampe). E Firmino è anche un quasi umano che tutto il giorno, tutti i giorni, non fa che pensare ai discorsi che potrebbe e vorrebbe pronunciare (se solo avesse le corde vocali). E Firmino è anche un musicista perché, questo sì, ha imparato a strimpellare su un piano giocattolo. E Firmino va al vecchio cinema Rialto (il Nuovo Cinema Paradiso del nostro immaginario) tutte le sere, o quasi, per perdersi nei vecchi film in bianco e nero di Fred Astaire e Ginger Rogers e scordarsi cosa è e per illudersi su chi non sarà mai. Firmino insomma è il sognatore che c'è in ciascuno di noi. Il sognatore che crede di poter fermare la storia che invece avanza e neanche si accorge di quelli che travolge nella sua avanzata. Proprio un bel libro.

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Quello che ti meriti di Anne Holt

"Quello che ti meriti" è il secondo romanzo tradotto in italiano di Anne Holt. Anne Holt è una scrittrice norvegese, autrice di romanzi, gialli e noir ma anche noto avvocato e, per un breve periodo, anche alla guida del ministero della giustizia del suo paese. Di Holte era stato già tradotto nella nostra lingua "Sete di giustizia" nel 1999.  "Quello che ti meriti" è un giallo ambientato ad Oslo: qualcuno rapisce (ed uccide) bambini ed una inverosimile coppia di investigatori, la ricercatrice universitaria Inger Hohanne Vik e l'ispettore di polizia Yngvar Stubø si mettono alla caccia del criminale svelando, via via, una intricato serie di misteri. Scritto con grandissima maestria e con una grande capacità di tratteggiare personaggi e situazioni, questo romanzo ti prende e ti trascina nella lettura pur essendo, spesso, crudo e crudele. Al di là della trama poliziesca Anne Holt parla di   amore ed odio, di passioni e di sconfitte, ma su tutto svetta il tema dell'infanzia. I bambini sono i veri protagonisti del libro e spesso gli eventi che li riguardano sono descritti senza pietà. Un libro sconsigliato a chi ha sofferto.

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L'ottava vibrazione di Carlo Lucarelli

L'ottava vibrazione  è un romanzo noir di Carlo Lucarelli ambientato a Massaua, in Eritrea, nel 1896. Massua, occupata dalle truppe coloniali italiane, è un crocevia di soldati, avventurieri ed idealisti. Siamo a pochi giorni dalla battaglia di Adua dove gli italiani saranno pesantemente sconfitti dagli abissini di Menelik e dovranno dire addio alle proprie ambizioni colonialistiche sul corno d'Africa me nelle pagine di Lucarelli troviamo invece la descrizione di un piccolo mondo italiano ignaro della tragedia che sta per abbattersi e preso nelle sue stupide manie di futura potenza coloniale.  Ma il romanzo è soprattutto un giallo anzi contiene ben due noir: c'è un carabiniere in incognito che insegue, dall'Italia all'Africa, un assassino e c'è una coppia di amanti che travolti dalla passione e dagli interessi vuole uccidere il marito di lei. Intorno a queste due storie principali si affolla un gran numero di personaggi (l'anarchico arruolato per forza, il contadino soldato che sogna solo di tornare alla terra, i funzionari governativi corrotti, le mogli degli ufficiali intente solo a far passare il tempo spettegolando) che ben descrive la farsa dell'italietta di fine ottocento ahimè molto simile all'Italia di oggi e di sempre: corruzione, scandali, situazione politica instabile che spinge il governo a velletarie imprese africane per distrarre l'opinione pubblica dagli scandali nazionali.Proprio un bel romanzo. Bravo Lucarelli!

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La vista da Castle Rock di Alice Munro

"La vista da Castle Rock", l’ultimo romanzo pubblicato da Alice Munro, è diverso dalle altre opere dell’autrice canadese. Stavolta siamo infatti di fronte ad una doppia raccolta di racconti collegati però da un file rouge: la storia della famiglia Munro. Nei racconti della prima parte sono narrate le origini scozzesi della famiglia della scrittrice canadese ed il titolo del libro prende spunto proprio da una di queste storie: dall'alto della rocca di un castello in Scozia il protagonista crede di vedere l'America in mezzo al mare. Nella seconda parte del libro Alice Munro racconta, attraverso sette racconti, alcuni degli episodi più salienti della sua vita e quindi, idealmente, riprende il filo della storia della sua famiglia. Come al solito una grande scrittura, forti sentimenti, notevoli rappresentazioni. La prima parte "storica" è però una novità nella ormai ampia produzione letteraria di Alice Munro che precedentemente non aveva mai ambientato le sue storie in un passato così lontano. Nuova è anche l’impostazione dell’intera opera che, per la prima volta, assume quasi la fisionomia di "romanzo" e non solo di raccolta di romanzi. Forse l’inizio di una nuova fase nella produzione di Alice Munro?

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