Letture

Mille anni che sto qui, di Mariolina Venezia

Finalmente un vero romanzo. E che romanzo! Una sorta di "Cent’anni di solitudine” ambientato in Basilicata e che copre circa 150 anni di storia di un piccolo paesino Grottole (la nostra Macondo!) attraverso le vicissitudine dei suoi abitanti e di una famiglia in particolare. Bellissimo. Letto in 48 ore in quanto incapace di smettere di leggere. Quel che si dice cominciare (letterariamente) bene l’anno nuovo!

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Patrimonio, di Philip Roth

Pluridecorato in America (Premio Pulitzer, National Book Award, PEN/Faulkner Award, National Book Critics Circle Award) e candidato al Nobel da decenni, Philip Roth è sicuramente uno dei maggiori scrittori di lingua inglese viventi. È anche uno dei miei autori preferiti pur se da tempo non leggevo uno dei suoi romanzi.

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Chesil Beach, di Ian Mc Ewan

Da anni leggo i romanzi di Ian McEwan e sempre, dopo aver finito uno dei suoi libri, mi rimane un amaro in bocca. A volte per la crudeltà dei fatti narrati (Bambini nel tempo, Sabato) a volte perché ho come l’impressione che Mc Ewan ci mostri solo un piccolo spaccato di una storia più grande che ha in mente e che non vuole rivelarci del tutto.

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Le nonne, di Doris Lessing

Tre racconti sull’amore, anzi tre bellissimi racconti sull’amore. Nel primo (che dà il titolo al libro) si racconta di un amore scandaloso durato un decennio: due amiche attraversano la vita scegliendo di seguire i loro sentimenti, compiendo gli stessi errori e riuscendo solo alla fine (forse) ad accettare la fine del loro desiderio inconfessabile.

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L’altra donna, di Doris Lessing

"L’altra donna" è il titolo del primo dei tre racconti che compongono questo libro di Doris Lessing, premio Nobel per la letteratura 2007. Di Lessing avevo già letto "Racconti londinesi"che mi era molto piaciuto e dunque ero curioso di leggere qualcos'altro di questa autrice. Questo "L’altra donna" non è male ma non raggiunge il livello di "Racconti londinesi". Il primo racconto, che dà il titolo al libro, è quello che mi ha colpito di più. Ritorna un tema giù al centro degli altri racconti di Lessing: la sostanziale incapacità, quasi stupidità, degli uomini (inteso come genere maschile)

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La grammatica di Dio, di Stefano Benni

 Era un po’ di tempo che non leggevo nulla di Stefano Benni. Confesso di non essere un suo ammiratore sfegatato (e ce ne sono molti…). Ultimamente avevo letto "Margherita Dolcevita" ed ero rimasto un po’ perplesso. Questo "La grammatica di Dio"  invece mi è molto piaciuto forse perché non si tratta di un romanzo ma di racconti, forma più adatta alla ironia spesso pungente di Benni.

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Racconti londinesi, di Doris Lessing

Primo libro che leggo di Doris Lessing premio Nobel 2007 per la letteratura. Si tratta di una raccolta di racconti che hanno come filo conduttore l’essere ambientati a Londra o forse (meglio) essere ciascuno una sorta di descrizione dei vari tipi di londinesi (principalmente donne). Alcune storie sono drammatiche, alcune ironiche e sardoniche.

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Le Benevole, di Jonathan Littell

Un incubo! Questo libro è un incubo. Oltre 950 pagine (sic!) di minuziosa ricostruzione dello sterminio degli ebrei (e delle cosiddette altre razze inferiori: zingari, slavi, malati...) durante la seconda guerra mondiale narrata dal punto di vista dei carnefici. Si tratta però di un romanzo non di un saggio: e dunque le tragiche descrizioni dei massacri si intrecciano con la vita privata del narratore protagonista, l’ufficiale delle SS Maximilien Aue, che racconta, con distacco burocratico, del suo incarico durante la guerra: ottimizzare il massacro degli ebrei al fine di ridurre i costi (per il Reich) e garantire risorse per lo sforzo bellico nazista. La cosa più allucinante del libro è proprio la descrizione "distaccata" dello sterminio. Aue crede nella sua missione

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