Film

Mia madre: life, death and art according to Nanni Moretti (May, 17th, 2015)

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My mother” (“Mia madre”) is a film by the Italian director Nanni Moretti released in Italy in the  spring of 2015 and selected fot 2015 Cannes Film Festival.
The movie is about a female director, Margherita, played by Margherita Buy, working on a complicated production while in her private life she has to face the end of a love affair and then the death of her mother.
Margherita is the “projection” of Moretti who also appears in the film in the role of Giovanni the engineer brother of the director: a picky person, always planning everything, very different from his  impulsive and moody sister.
Margherita is insecure, indecisive and aims to be perfect but in reality she is unbearable both in her private and professional life.
The theme of the film is the loss: loss of affection, loss of artistic inspiration, loss of self.
A key figure is Barry Huggins the star of Margherita’s movie, masterfully played by John Turturro: an insufferable braggart capable of thinking only of his career but now conscious of being trapped in his character and unable to live a real life.
There are many moments of true poetry in the film, the most beautiful is perhaps in Margherita’s dream where she is standing in a long queue, as a young woman, and she is arguing with her boyfriend; from this scene we can see she already has an unbearable character.

Mia madre: la vita, la morte e l’arte secondo Nanni Moretti (17 maggio 2015)

“Mia madre” è un film del regista italiano Nanni Moretti uscito in Italia nella primavera del 2015 e presentato al Festival di Cannes dello stesso anno.
È la storia di una regista donna, Margherita, interpretata dall’attrice Margherita Buy, impegnata in un film complicato mentre la sua vita privata viene messa a dura prova prima dalla fine di un rapporto sentimentale e poi dalla morte della madre.
La regista è la “proiezione” di Moretti che appare anche nel film nelle vesti di Giovanni, fratello ingegnere della regista: una persona pignola, sempre pronto a pianificare tutto, molto diverso dal carattere impulsivo e lunatico della sorella.
Margherita come donna e come regista è insicura, indecisa, vorrebbe raggiungere la perfezione ma nei fatti, nella vita privata come nel lavoro, è insopportabile.
Il tema del film è la perdita: perdita degli affetti, perdita dell’ispirazione artistica, perdita di se stessi.
Un personaggio fondamentale è Barry Huggins l’attore protagonista del film di Margherita interpretato magistralmente da John Turturro: un insopportabile fanfarone capace di pensare solo alla sua carriera ma cosciente di essere ormai intrappolato nel suo personaggio ed incapace di vivere una vita reale.
Tanti i momenti di vera poesia nel film: il più bello forse nel sogno di Margherita di una lunghissima fila davanti al cinema nella quale ritrova se stessa giovane e innamorata ma già irrimediabilmente insopportabile.

Wikipedia

AG-Vocabolario: 

L'amore ai tempi del colera (film) di Mike Newell

Mai vedere il film tratto da un romanzo che hai appena letto! Lo sapevo ma non ho resistito alla tentazione e così alla fine sono andato a vedere il film tratto da "L'amore ai tempi del colera" di Gabriel Garcia Marquez. Il libro è bellissimo, il film invece è terribilmente piatto. Forse nuoce il tentativo del regista Mike Newell di essere quanto più possibile fedele al romanzo; il film risulta troppo lungo e contemporaneamente troppo superficiale. È vero comunque che chi ama le riflessioni filosofiche di Marquez, i suoi scandagli psicologici, le sue taglienti conclusioni non poteva che rimanere deluso dalla trascrizione filmica di questa grande storia d’amore. Scrive Marquez: "Era ancora troppo giovane per sapere che la memoria del cuore elimina i cattivi ricordi ed esalta quelli buoni e che grazie a quell’artificio riusciamo a sopportare il passato…" Come si fa a rendere una frase del genere in un film? Se non avete letto (recentemente) il romanzo andate a vedere il film (e POI leggete il libro). Altrimenti fate passare un po’ di tempo…

AG-Vocabolario: 

4 mesi 3 settimane 2 giorni, di Cristian Mungiu

Duro. Durissimo. Il film rumeno di Cristian Mungiu, Palma d’Oro a Cannes 2007, è una cruda rappresentazione della solitudine umana (delle donne in particolare) di fronte alle scelte sulla vita e la morte. Cosa e quanto siamo disposti a fare per salvarci? E su chi veramente possiamo contare nel momento del bisogno?

AG-Vocabolario: 

Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmark

Bellissimo. Sorprendente. Crudele. Un film ambientato nella Germania dell’Est nel 1984 (vi dice niente questa data?) ma che fa paura perché le vicende narrate potrebbero essere benissimo riportate ai giorni nostri nel "mondo libero". Dove trovare la forza di ribellarsi alla censura, alla conformità, all’uniformità? Berlino est, 1984: un capitano della Stasi, il servizio segreto della DDR, mette sotto sorveglianza uno scrittore "di regime" non perché sia sospetto ma solo per fare un favore ad un alto gerarca del regime infatuato della compagna dello scrittore.

AG-Vocabolario: 

Mahattan, di Woody Allen

New York anni 80 in bianco e nero. Isaac (Woody Allen), il protagonista, è un intellettuale ebreo arrivato alla fatidica soglia dei quarant’anni; alle spalle due matrimoni falliti, è impelagato in una relazione imbarazzante con la diciassettenne Tracy (Mariel Hemingway) e costretto a sprecare le sue capacità lavorando ai testi di spettacoli televisivi spazzatura.

AG-Vocabolario: