Un incubo! Questo libro è un incubo. Oltre 950 pagine (sic!) di minuziosa ricostruzione dello sterminio degli ebrei (e delle cosiddette altre razze inferiori: zingari, slavi, malati...) durante la seconda guerra mondiale narrata dal punto di vista dei carnefici. Si tratta però di un romanzo non di un saggio: e dunque le tragiche descrizioni dei massacri si intrecciano con la vita privata del narratore protagonista, l’ufficiale delle SS Maximilien Aue, che racconta, con distacco burocratico, del suo incarico durante la guerra: ottimizzare il massacro degli ebrei al fine di ridurre i costi (per il Reich) e garantire risorse per lo sforzo bellico nazista. La cosa più allucinante del libro è proprio la descrizione "distaccata" dello sterminio. Aue crede nella sua missione