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finzione

L’arte di correre di Haruki Murakami

Diciamolo subito: non è un romanzo ma (forse) il diario di alcune giornate della vita di Haruki Murakami tra il 2005 ed il 2006. Perché forse? Perché quando si ha a che fare con uno scrittore (ed in special modo con uno scrittore fantastico come Haruki Murakami) come si fa a essere sicuri di quel che è realtà (cioè biografia) e quel che è fantasia? Cioè lui dichiara che si tratta del suo diario: ma parla lui (come essere reale) o parla lo scrittore che è in lui?
Quando ho finito di leggere questo libro (diario?) ho pensato: spero sia finzione. Preferisco che Haruki continui a vivere nella fantasia. Per esempio: nel libro sostiene di aver corso la maratona di Maratona (cioè proprio quella in Grecia che ha dato nome ed origine alla maratona moderna); sostiene pure di aver corso una ultramaratona (cioè una maratona di 100 km che è durata 11 ore). Anche se fosse vero: non sarebbe più bello se fosse solo fantasia?

Il titolo

Il titolo (nella versione italiana) sembra suggerire che si tratti di un saggio sulla corsa; in un certo senso è vero ma solo nel senso che per scrivere Haruki Murakami ha bisogno anche di correre. Nella versione originale (vedi sotto) il titolo richiama invece Di cosa parlo quando parlo di amore un libro di Raymond Carver.

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