Banca D’Italia: Le sfide dell'integrazione per i sistemi finanziari e dei pagamenti

Fabrizio Saccomanni, Direttore Generale della Banca d’Italia è intervenuto al convegno ABI - SPIN 2007 del 26 giugno 2007, con una relazione dal titolo "Le sfide dell'integrazione per i sistemi finanziari e dei pagamenti" (pdf, pp. 10, 31 K). Vantaggi per i consumatori e possibili rischi strategici e reputazionali per gli operatori finanziari.

Il nuovo mercato delle operazioni di pagamento

Saccomanni ha ricordato che in Europa nei prossimi mesi si avvieranno importanti riforme nel campo delle infrastrutture di regolamento e nel segmento dei pagamenti al dettaglio. In particolare arriveranno a conclusione i progetti europei che prevedono l’adozione, per gli operatori finanziari, di piattaforme di regolamento più efficienti nelle dotazioni funzionali e tecnologiche, armonizzate negli aspetti giuridici e operativi, coerenti con i nuovi scenari competitivi europei e internazionali. In tal modo agli operatori economici – pubbliche amministrazioni, imprese, famiglie – sarà reso possibile effettuare operazioni di pagamento in euro con modalità, diritti e obblighi analoghi in tutti i paesi.

I progetti

Il nuovo sistema di regolamento lordo TARGET2

Lo sforzo di armonizzazione del quadro giuridico e contrattuale permetterà di rimuovere le residue segmentazioni interne all’attuale sistema di regolamento lordo, consentendo ai gruppi bancari di scegliere la piazza finanziaria di accesso ai servizi di pagamento in base esclusivamente alle convenienze aziendali. L’adozione di un’unica infrastruttura, in luogo delle quindici piattaforme tecnologiche nazionali attualmente operanti, renderà il nuovo sistema meno costoso per le banche.

Il progetto TARGET2-Securities

È un progetto finalizzato all’offerta di servizi di regolamento in moneta di banca centrale delle transazioni in titoli. Lo scopo principale del progetto è di integrare le infrastrutture di post-trading in Europa, la cui frammentazione, a distanza di otto anni dall’introduzione della moneta unica, ancora concorre a determinare costi di transazione maggiori di oltre quattro volte rispetto a quelli del mercato statunitense, con il quale l’Europa deve necessariamente confrontarsi.

La Single Euro Payments Area (SEPA)

La SEPA permetterà agli utenti finali – pubbliche amministrazioni, imprese e famiglie – di effettuare pagamenti in euro movimentando il proprio conto indipendentemente dal luogo geografico in cui operano, nonché in condizioni di efficienza e sicurezza non inferiori a quelle oggi esistenti in ambito nazionale e a costi tendenzialmente minori. La SEPA, ricorda Saccomanni, deve inoltre offrire l’occasione per accrescere il grado di apertura del sistema dei pagamenti europeo, al quale si affacciano le Payment Institution , il cui contributo va valorizzato per favorire l’innovazione e la crescita del settore.

Rischi ed opportunità

L’integrazione europea e internazionale dei sistemi finanziari è un processo in rapida accelerazione: a intermediari, società di mercato, infrastrutture del sistema dei pagamenti e dei mercati finanziari impone ingenti investimenti in tecnologia e politiche aperte al confronto concorrenziale; alle autorità preposte alla vigilanza e alla salvaguardia della stabilità finanziaria richiede l’armonizzazione di regole e procedure operative, lo scambio di informazioni, la cooperazione negli interventi. Il cambiamento, afferma Saccomanni, si estende ora anche all’area dei pagamenti al dettaglio. Ed è proprio nel comparto al dettaglio che la concorrenza sta assumendo intensità crescente, esponendo operatori lenti a rispondere alle sollecitazioni del mercato a rischi strategici e reputazionali. Le banche sono chiamate ad adeguare prontamente gli strumenti offerti ai requisiti definiti per i futuri strumenti pan-europei (bonifici, addebiti diretti, carte). La partecipazione delle banche italiane alla SEPA va considerata come un’occasione per utilizzare le nuove opportunità tecnologiche. È un processo certamente oneroso per le banche, ma si tratta di costi inevitabili per continuare a competere, per mantenere e accrescere la possibilità di servire una clientela più ampia e diversificata. I vantaggi saranno tanto più ampi quanto più elevata sarà la capacità di cogliere le opportunità offerte dalle riforme avviate dalle banche centrali nei sistemi di regolamento,che per gli intermediari comportano potenziali guadagni di efficienza nella gestione della liquidità e riduzioni del quadro tariffario. In un contesto competitivo, l’aver reso lo schema tariffario del tutto trasparente consentirà alle imprese di valutare i prezzi finali praticati dalle diverse banche. Ne risulterà accresciuta l’efficienza del mercato e la corretta allocazione delle risorse.

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