Chesil Beach, di Ian Mc Ewan

Da anni leggo i romanzi di Ian McEwan e sempre, dopo aver finito uno dei suoi libri, mi rimane un amaro in bocca. A volte per la crudeltà dei fatti narrati (Bambini nel tempo, Sabato) a volte perché ho come l’impressione che Mc Ewan ci mostri solo un piccolo spaccato di una storia più grande che ha in mente e che non vuole rivelarci del tutto. Dopo aver letto l’osannato "Chesil Beach" è proprio questa la sensazione: amaro in bocca perché ci è concesso solo una piccola parte di un grande affresco. Mc Ewan è un grande scrittore. Le descrizioni dei suoi personaggi come scolpiti sulla carta. Perché quasi sempre storie di sofferenze e dolore? La trama di questo nuovo romanzo (racconto lungo?) è ben nota: descrivendo la prima notte di nozze (tragica) di una giovane coppia inglese verso la fine degli anni 50, Mc Ewan rappresenta (a volte quasi con nostalgia) una società pre 68 in cui certi argomenti (e comportamenti) erano tabù. Un mondo ingenuo ed ipocrita che oggi sembra del tutto irreale. Mi chiedo se noi stessi susciteremo la stessa incredulità ai nostri nipoti fra cinquant’anni.

Scheda del libro

  • Titolo: Chesil Beach
  • Autore: Ian McEwan
  • Traduzione: Susanna Basso
  • Anno: 2007
  • Pagine: 144
  • Editore: Supercoralli, Einaudi
  • ISBN:  8806188704
  • Euro: 15,5

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