Ci sono libri che vorresti non finissero mai. Con i racconti, paradossalmente, l’effetto viene ampliato perché a conclusione di ogni storia il senso di rammarico si accompagna al piacere di ricominciare. "Il sogno di mia madre" di Alice Munro è un libro da non perdere: crudele, ossessivo, implacabile e dunque alla fine impietoso. Un libro impietoso. Ancora storie di donne come in "Segreti svelati" che ho letto qualche giorno fa ed ancora protagoniste costrette a lottare non tanto per emergere quanto per sopravvivere. Ma gli eventi narrati da Munro non hanno nulla di straordinario: e così la lotta descritta nei racconti è solo una lotta per non morire e lasciarsi andare. Ma "Il sogno di mia madre" è anche un libro pieno di sorprese ed enigmi: racconti che iniziano come piccoli acquerelli e via via si trasformano in grandi affreschi. Insomma non si può fare a meno di leggere Alice Munro.
Otto racconti. Il mio preferito è "Le bambine restano" (attenzione: un crescendo di sentimenti con finale doloroso); molti belli anche "Ricca sfondata" e "Prima che tutto cambi".
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