È uno dei libri più belli di Fred Vargas che ho letto (e penso di averli letti tutti, almeno quelli tradotti in italiano). Prima apparizione del commissario Adamsberg (il romanzo è del 1996) che insegue, lungo tutto il libro, il fantasma di un amore incompiuto (la famosa Camille che tanto peso avrà nei romanzi successivi della serie). Ma Adamsberg deve pure dare la caccia ai criminali (per lo più assassini efferati) anche se questo sembra, quasi, essere la sua attività secondaria. Esordio anche per l’ispettore Danglard, spalla perfetta del nostro commissario, uomo travolto dalla vita (e dalla progenie), sfortunato in amore come il suo superiore e che trova consolazione solo nell’alcool e nella cultura. Intorno una serie di personaggi brillantemente descritti pur nella loro improbabilità: e tutti sospettati fino all’ultima pagina di essere il colpevole. Si tratta in fondo di un giallo vecchia maniera: tutti i protagonisti sono descritti e sviscerati perché il lettore possa individuara il colpevole (ma ovviamente solo Adamsberg ci riuscirà). Eppure seguendo l’intreccio quello che ci affascina maggiormente è seguire i pensieri di Adamsberg e soffrire con lui all’iseguimento del suo fantasma.
(tratto da Wikipedia)
Fred Vargas (pseudonimo di Frédérique Audouin-Rouzeau) (Parigi, 7 giugno 1957) è una scrittrice francese. Nata da madre chimica e da padre surrealista, Fred è il diminutivo di Frédérique; Vargas, è lo pseudonimo usato da sua sorella gemella, Joëlle (Jo Vargas), pittrice contemporanea che a sua volta lo ha mutuato dal cognome del personaggio interpretato da Ava Gardner nel film La contessa scalza. È ricercatrice di archeozoologia presso il Centro nazionale francese per le ricerche scientifiche (CNRS), ed esperta in medievistica. Ha lavorato a lungo sui meccanismi di trasmissione della peste dagli animali all'uomo. Scrive romanzi gialli in ventuno giorni, durante il periodo di vacanza che si concede annualmente. Vargas ricerca innanzi tutto la precisione e la "sonorità" delle parole. Poi sviluppa i suoi personaggi. Atipici, logorati dalla vita, ma sempre là, pronti a battersi. Fred Vargas ama dipingerli con cura, tanto fisicamente che psicologicamente. Offre loro un vissuto, un passato, e una consistenza, che rendono credibili i loro intrecci. I suoi romanzi sono senz'altro atipici nel panorama "giallo" francese poiché l'azione si svolge essenzialmente in Francia (principalmente a Parigi) e non contiene che pochissime pagine di sangue e di sesso.