Era un po’ di tempo che non leggevo nulla di Stefano Benni. Confesso di non essere un suo ammiratore sfegatato (e ce ne sono molti…). Ultimamente avevo letto "Margherita Dolcevita" ed ero rimasto un po’ perplesso. Questo "La grammatica di Dio" invece mi è molto piaciuto forse perché non si tratta di un romanzo ma di racconti, forma più adatta alla ironia spesso pungente di Benni. Tanti racconti, alcuni brevi, brevissimi, altri più lunghi ed un solo (doppio) tema: la solitudine e l’incomprensione (sottotitolo del libro: Storie di solitudine e allegria). Tema trattato però con ironia e quasi (triste) allegria. Disgrazie, lutti e violenze descritti come se non ci appartenessero ma fossero osservati dalla Luna. Grande fantasia, grande scrittura. Leggetelo!
Berenice mia – disse – ti lascio con un avvertimento. È tuo destino incontrare il diavolo e legarti a lui. Attenta a riconoscerlo. Per riconoscerlo dovrai…
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