Le Benevole, di Jonathan Littell

Un incubo! Questo libro è un incubo. Oltre 950 pagine (sic!) di minuziosa ricostruzione dello sterminio degli ebrei (e delle cosiddette altre razze inferiori: zingari, slavi, malati...) durante la seconda guerra mondiale narrata dal punto di vista dei carnefici. Si tratta però di un romanzo non di un saggio: e dunque le tragiche descrizioni dei massacri si intrecciano con la vita privata del narratore protagonista, l’ufficiale delle SS Maximilien Aue, che racconta, con distacco burocratico, del suo incarico durante la guerra: ottimizzare il massacro degli ebrei al fine di ridurre i costi (per il Reich) e garantire risorse per lo sforzo bellico nazista. La cosa più allucinante del libro è proprio la descrizione "distaccata" dello sterminio. Aue crede nella sua missione

e si batte contro i suoi stessi colleghi e camerati per ridurre gli sprechi nei campi di concentramento; combatte contro la corruzione e le violenze gratuite dei suoi commilitoni; ma tutto ciò non per un senso di giustizia e di umanità ma semplicemente per migliorare il processo produttivo (cioè il massacro di esseri umani). Si tratta di un romanzo, dicevo, e quindi contemporaneamente seguiamo le vicissitudini private di Maximilien: i rapporti tormentati con la sorella gemella e la madre, la sua incapità di amare, le sue tendenze maniacali e (forse) omicide. Ma le pagine relative alla vita privata di Aue sono abbastanza deludenti mentre rimangono indelebili le descrizioni minuziose dell’organizzazione messa in piede per la "soluzione finale". Come per un qualsiasi altro incarico aziendale occorre fare piani, prevedere budget, lottare contro l’inerzia dei collaboratori, difendersi dai colleghi che cercano di fare carriera alle tue spalle. Tra le pagine più interessanti quelle che descrivono i contrasti tra le gerarchie naziste e tra i nazisti e le forze armete: nessuno ovviamente si pone il problema dei massacri in corso ma tutti combattono (politicamente) contro tutti per rimanere nelle grazie del Fuhrer nella convinzione, fino all’ultimo, che Hitler li porterà alla vittoria ed al dominio sul mondo. Alla fine, mentre il Reich crolla e le armate sovietiche si avvicinano a Berlino, Aue racconta di come i gerarchi nazisti continuino a pensare ciascuno più alla propria carriera che alla distruzione del mondo che hanno causato. Un incubo perché come ha scritto Frediano Sessi sul Corriere della Sera "Coloro che comandavano le operazioni mobili di massacro, così come quelli che guidavano ed eseguivano le gasazioni nei campi di sterminio (spesso borghesi e intellettuali, a volte anche religiosi) erano in realtà uomini assai comuni, che vivevano con la famiglia e i bambini a poca distanza dai luoghi dei massacri".

Premi

"Le Benevole" ha vinto:

Il titolo

Le "Benevoli" sono le Furie vendicatrici che nel terzo capitolo dell’Orestea di Eschilo perseguitano Oreste dopo l’assassinio della madre e che si trasformano infine in numi benevoli (le “eumenidi” del titolo).

Scheda del libro

  • Titolo: Le Benevole
  • Autore: Jonathan Littell
  • Traduzione: Margherita Botto
  • Editore: Einaudi, Supercoralli
  • Pagine e prezzo: pp. 956, euro 24,00

Articoli collegati

Link

AG-Vocabolario: