Molto carino questo noir italo-francese (anzi: ambrosiano-parigino) di Paolo Roversi astro nascente (e prolifico) del giallo italiano. Intendiamoci: la trama è quanto di più improbabile (e credo anche politicamente scorretto) si possa immaginare ma proprio questa sorta di non verosimiglianza favorisce la scrittura di Roversi. Il risultato è una storia (quasi un fumetto senza immagini) che scorre veloce (a volte troppo veloce) ma che riesce alla fine anche a stupire. Da segnalare, in questo romanzo, l’esordio di una nuova coppia di detective privati: il protagonista Enrico Radeschi (cognome fichissimo! Qui la sua descrizione a cura dell’autore, già protagonista di altri romanzi del nostro) e la sua spalla Diego Fuster (che nelle ultime pagine si rivela molto più misterioso del previsto).
(tratto da Wikipedia)
Laureato in Storia , studioso di Charles Bukowski, giallista, saggista, fondatore e direttore della rassegna dedicata al giallo e al noir NebbiaGialla Suzzara Noir Festival che si svolge ogni primo weekend di febbraio a Suzzara. Ha vinto la 4^ edizione del Premio Camaiore di Letteratura Gialla con il romanzo "La mano sinistra del diavolo". Con lo stesso titolo è stato finalista del Premio Fedeli 2007 .
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