Non ho potuto resistere. Dopo essere stato ipnotizzato da "L'uccello che girava le viti del mondo" di Haruki Murakami mi sono precipitato in libreria e fatto man bassa dei libri dell’autore giapponese. Ho cominciato con "Norwegian Wood Tokyo Blues" e, fortunatamente, l’incantesimo continua. Impossibile smettere di leggere, doloroso arrivare alla fine. Letteralmente doloroso.
È un romanzo sull’adolescenza, sull’amor impossibile, sulla difficoltà di diventare adulti. Temi classici che Haruki Murakami ambienta alla fine degli anni 60 quando l’intero occidente ed il Giappone erano alle prese con la rivolta studentesca e la rivoluzione musicale.
Doloroso.
«La costruzione della scrittura di Murakami è così impalpabile e squisita che ogni cosa egli scelga di descrivere vibra di potenzialità simbolica: una camicia stesa ad asciugare, dei ritagli di carta, un fermaglio a forma di farfalla».
«Tutto è ammantato di nostalgia, saggezza, bellezza e Murakami parla una lingua intima universale, sincera e tribale».
Uno dei più clamorosi successi letterari giapponesi di tutti i tempi è anche il libro più intimo, introspettivo di Murakami, che qui si stacca dalle atmosfere oniriche e surreali che lo hanno reso famoso, per esplorare il mondo in ombra dei sentimenti e della solitudine. Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli «altri» per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi. Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un'istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui.
I once had a girl or should I say she once had me
Una volta avevo una ragazza, o forse è meglio dire che lei aveva me
She showed me her room isn't it good Norwegian wood
mi mostrò la sua stanza (e disse) "Non è bello? È legno norvegese."
She asked me to stay and she told me to sit anywhere
mi chiese di restare e mi disse di sedermi dove volevo
But I looked around and I noticed there wasn't a chair
ma guardai in giro e notai che non c’era neanche una sedia
I sat on a rug biding my time drinking her wine
mi sedetti su una coperta, aspettando il mio momento, bevendo il suo vino
We talked until two and then she said it's time for bed
parlammo fino alle due di notte e poi lei disse "E' ora di andare a letto"
She told me she worked in the morning and started to laugh
mi disse che andava a lavorare di mattina ed iniziò a ridere
I told her I didn't and crawled off to sleep in the bath
le dissi " Io no", e sgattaiolai a dormire in bagno
And when I awoke I was alone this bird had flown
e quando mi svegliai ero solo, quest’uccello era volato via
So I lit a fire isn't it good, Norwegian wood.
Così accesi un fuoco, non è bello? E’ legno norvegese.
Classici:
http://www.anobii.com/agatinogrillo/books (la mia libreria)