Politica 2.0, Intervista ad Antonio Di Pietro

Agatino Grillo (AG): Buongiorno ministro e grazie della collaborazione. Vorrei chiederle in che mondo le nuove tecnologie ed in particolare Internet possono influire nella comunicazione sociale e dunque, in ultima analisi, diventare strumento politico. Quale è la sua visione?

Antonio Di Pietro (ADP): Le nuove tecnologie permettono una comunicazione diretta, senza mediazione; in tal modo si ottiene una comunicazione immediata tra cittadino e rappresentante come mai era stato possibile prima. Dal punto di vista del politico questo vuol dire avere un riscontro pressoché immediato delle sue iniziative, delle cose che dice e di quelle che fa…

AG: Nella politica via  web lei è tra i più attivi: Blog, Second Life, YouTube... Lei è un politico 2.0. in un contesto politico caratterizzato viceversa da una scarsa considerazione (e comprensione) di questi nuovi media. Due domande: 1) come spiegherebbe il web 2.0 in poche parole ai cittadini che non conoscono tali nuove possibilità? 2) Pensa che sarà seguito e copiato in questo suo approccio da altri leader politici?

ADP: Il web è un luogo d'incontro virtuale, second life, nello specifico, è un luogo in cui c'è anche una scenografia adeguata all'incontro, in cui si è liberi di scegliere un contesto in cui agire. Ci si scambia idee e pareri, si conoscono nuove persone. Non sono sicuro che altri politici mi seguiranno. Per fare un'operazione del genere c'è bisogno di essere trasparenti e disposti a mettersi in gioco con i cittadini. Attitudine che mi sembra una rarità di questi tempi.

AG: Anche da magistrato lei fu particolarmente innovativo dal punto di vista delle tecnologie. Fu tra i primi ad usare i computer ed il multimediale in un'aula. Che effetti produsse? Oggi a che punto siamo con il processo telematico eccetera?

ADP: L'effetto che produssi fu di forte impatto, ma non credo di essere stato un innovatore. I mezzi già c'erano, ma come al solito non si usavano. Oggi la situazione non mi sembra granché, ma quello dei tribunali non è più il mio settore di competenza.

AG: Si parla molto di crisi della politica. Crede che le nuove tecnologie possano dare una mano da questo punto di vista ad esempio dal punto di vista della rappresentatività?

ADP: Guardi, non è che la tecnologia risolve i problemi di rappresentanza. Se un politico è un malfattore e siede in parlamento non è che con Internet si cancella il fatto. Anzi. Siamo noi eletti che dovremmo fare leggi adeguate a far sì che la gente si senta di nuovo rappresentata da gente seria, come per esempio quella che abbiamo presentato da poco in Parlamento per impedire che vengano eletti condannati in via definitiva.

AG: Infine: recentemente ho intervistato l'onorevole Maurizio Turco sui temi della Privacy. Qual è la sua opinione? Doppiamo sacrificare la nostra privacy per avere più sicurezza (e giustizia)?

ADP: Credo che sia una questione che non si risolve con un taglio netto. O la privacy o la sicurezza. Credo che ci sia la continua necessità di trovare un equilibrio. Non vedo alternative. Italia dei Valori è ovviamente favorevole alla tutela della privacy, e la legge che abbiamo approvato contro l'abuso delle intercettazioni è un esempio. Ma nello stesso tempo non è pensabile che si usi lo strumento della privacy per coprire le furbate e abbiamo dato alla magistratura gli elementi necessari per poter continuare a usufruire delle intercettazioni nelle indagini.

AG: Grazie e buon lavoro

ADP: Grazie a voi

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