Privacy: newsletter del Garante (n. 302 del 29 febbraio 2008)

Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato la newsletter n. 302 del 29 febbraio 2008. Tre i temi affrontati:

  1. No all'uso disinvolto di dati biometrici in banca
  2. Spam via fax
  3. Giornalismo: no a dettagli sanitari e dati clinici

Di seguito una sintesi della newsletter.

No all'uso disinvolto di dati biometrici in banca

Uso disinvolto di sistemi per la raccolta di dati biometrici, in alcuni casi sproporzionato rispetto alle finalità perseguite, mancanza di ingressi alternativi per clienti e dipendenti, informativa assente o incompleta. Queste le principali criticità emerse dai controlli effettuati a livello nazionale dal Garante in collaborazione con la Guardia di finanza. Su 92 filiali di uno stesso gruppo bancario ben 82 sono risultate dotate di un sistema di rilevazione delle immagini delle impronte digitali e del volto senza che vi siano documentati motivi di sicurezza. Dagli accertamenti non è risultato, infatti, che l'adozione degli impianti biometrici sia connessa ad esempio a precedenti rapine subite, né che le filiali siano situate in aree particolarmente a rischio. Gli istituti bancari dovranno quindi rivalutare, entro il 14 marzo, l'effettiva necessità di dotare le proprie dipendenze di sistemi di identificazione biometrica e provvedere senza ritardo alla cessazione o alla sospensione di trattamenti di dati nei casi in cui non risultino giustificati. Alcune agenzie, poi, presso le quali anche i dipendenti dovevano sottostare alla doppia rilevazione (impronte digitali e immagine del volto) per accedere al luogo di lavoro, dovranno predisporre ingressi alternativi o con modalità che non richiedano il rilascio di  impronte: sproporzionato, in questi casi, è risultato l'uso dei dati biometrici rispetto alle finalità di controllo delle presenze dei lavoratori  perseguite dalla banca. Agli istituti bancari, inoltre, che non si sono ancora dotati di ingressi alternativi per i clienti che non intendano o non possano avvalersi dell'impianto biometrico, il Garante ha imposto di assicurare anche questa possibilità (...). Nei casi più gravi alle banche sono state altresì contestate sanzioni amministrative per inidonea o omessa informativa.
Dettaglio dei provvedimenti 1490533, 1490477, 1490463, 1490382

Spam via fax

Stop del Garante della privacy allo spam via fax. L'Autorità è intervenuta nuovamente sul fenomeno dei fax indesiderati e ha vietato a due società l'"ulteriore trattamento”  dei dati personali usati a fini di marketing. Il Garante ha ribadito che per poter inviare fax commerciali o promozionali occorre prima aver ottenuto il preventivo e specifico consenso del destinatario, anche se il numero di telefono viene estratto da elenchi telefonici cosiddetti "categorici”, quali Pagine Gialle, da registri pubblici o da banche dati online. Il Garante ha ricordato che tale garanzia non può essere elusa inviando un primo fax che, nel richiedere il consenso, abbia già un contenuto promozionale o pubblicitario (...).

Giornalismo: no a dettagli sanitari e dati clinici

Il Garante per la protezione dei dati personali (...) ha vietato a tre quotidiani del Nord, l'ulteriore diffusione - anche attraverso i loro siti web - delle generalità e di altri dati personali di una donna defunta per una grave malattia. La vicenda ha inizio quando i quotidiani pubblicano la notizia di una donna morta quasi due anni prima per il morbo di Creutzfeldt-Jakob (il cosiddetto morbo della "mucca pazza”) con tanto di nome, cognome, luogo di nascita e di residenza, professione, informazioni dettagliate sulla malattia. (...) L'Autorità ha ritenuto, inoltre, che i servizi giornalistici, consentendo la diretta identificazione dell'interessata attraverso le generalità, non hanno rispettato il principio di essenzialità dell'informazione, considerato anche il tempo trascorso (circa due anni) dal decesso.

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