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Privacy, presto il codice deontologico degli operatori Internet

Francesco Pizzetti, presidente del Garante per la protezione dei dati personali, nel suo articolo "Sicurezza e privacy nelle comunicazioni elettroniche" pubblicato nel quaderno online "Aspetti giuridici di Internet" annuncia che presto sarà reso pubblico il codice deontologico degli operatori Internet. Ecco i dettagli

Il codice deontologico degli operatori della rete

Nel nostro Paese, il rapporto tra utenti della rete e gli operatori internet, anche in relazione alle finalità correlate al perseguimento della "sicurezza" pubblica o privata, sarà disciplinato nel dettaglio dal codice deontologico per gli operatori Internet previsto dall'art. 133 del Codice, che consentirà di introdurre specifiche garanzie quali ulteriori presupposti di liceità e correttezza dei trattamenti di dati personali on-line. Il "codice Internet", attualmente in fase di definizione, intende indicare soluzioni effettive, adeguate e dinamiche a talune questioni al fine di sensibilizzare maggiormente gli utenti sui rischi derivanti dall'utilizzo della rete (offrendo loro ulteriori opportunità di tutela) e di indicare ai diversi operatori interessati concreti strumenti per adempiere agli obblighi di legge, assicurando un più elevato livello di rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali. La sottoscrizione di tale codice è stata promossa dal Garante nell'ambito delle associazioni rappresentative degli operatori del settore. Nell'ambito dei lavori preparatori del codice di deontologia sono state affrontate diverse esigenze concrete ed attuali fra le quali quelle relative: all'obbligo di informare adeguatamente gli utenti circa i possibili trattamenti, impliciti o espliciti, che possono riguardarli; al consenso da manifestare espressamente e liberamente; ai presupposti e ai limiti entro i quali è legittimo l'uso di marcatori o dispositivi analoghi on-line; alle modalità semplificate per esercitare i diritti di cui all'art. 7 del Codice; alle caratteristiche di sicurezza per evitare l'aggravarsi del fenomeno del cd. "furto d'identità", già indicato tra le primissime minacce della sicurezza in rete da numerosi documenti internazionali.
(Francesco Pizzetti, in: "Sicurezza e privacy nelle comunicazioni elettroniche")

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