Quella sera dorata, di Peter Cameron

A volte può sembrare che la propria vita sia rimasta intrappolata in un labirinto senza uscite. È questo il lavoro che voglio fare? È questa la donna che voglio amare? Se poi si hanno vent’otto anni, si vive nel Kansas ed improvvisamente arriva una lettera il cui contenuto ti toglie le tue ultime speranze allora è giunto il momento di fare una pazzia, come ad esempio abbandonare tutto ed imbarcarsi in un viaggio assurdo. "Elogio della fuga" potrebbe intitolarsi questo libro se il titolo non fosse già stato usato: molti dei protagonisti della storia ad un certo punto della loro vita sono stati costretti, infatti, a tagliare la corda (abbandonare la patria a causa dei nazisti, abbandonare la sorella dopo avergli soffiato il fidanzato, abbandonare il Kansas dopo aver scoperto che la vita può offrirti ancora tante sorprese).

Anche "L’ultimo bacio"potrebbe essere un ottimo titolo per questo romanzo (ma anche qui qualcuno ci ha già pensato…): tre o quattro dei (pochi) personaggi vengono travolti da amori fulminei che gli sconvolgeranno l’esistenza. Comunque un bellissimo libro specie perché leggero pur affrontando tutti i grandi temi, tra cui (poteva mancare?) se sia opportuno vivere per scrivere e non accontentarsi invece di scrivere per vivere (cioèper i $).

Frase migliore

La vite degli scrittori spesso sono così squallide che non c’è proprio nulla da scoprire.

La scheda

Peter Cameron, Quella sera dorata, Fabula Adelphi, 2006, traduzione di Alberto Rossatti, pp. 318, euro 19,00
Titolo originale: The City of Your Final Destination

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