La Banca d’Italia ha pubblicato l'aggiornamento a dicembre 2007 del "Piano Nazionale di Migrazione" (pdf, 363 K, 23 pp) alla SEPA (Single Euro Payments Area) Di seguito una sintesi del comunicato di Banca D’Italia (pdf , 31 K, 1 pag)
Il 17 dicembre il Comitato Nazionale di Migrazione alla SEPA (Single Euro Payments Area) ha approvato l’aggiornamento del Piano Nazionale che dà conto dello stato di preparazione della comunità italiana per la partenza del progetto, il 28 gennaio 2008, volto ad armonizzare nei paesi dell’area dell’euro i pagamenti effettuati con strumenti elettronici /diversi dal contante e dall’assegno. (…) All’avvio della SEPA circa l’80 per cento delle banche italiane sarà in grado di offrire il bonifico SEPA, il primo degli strumenti paneuropei ad essere reso disponibile. Dal gennaio 2008 la Pubblica Amministrazione italiana utilizzerà il nuovo strumento per una parte dei pagamenti da essa disposti. Anche le infrastrutture di compensazione e regolamento saranno pronte per trattare i bonifici SEPA. Il Piano, rispondendo alle richieste dell’Eurosistema in tal senso, descrive inoltre gli sviluppi in atto per gli altri strumenti di pagamento interessati dalla SEPA: le carte di pagamento e gli addebiti diretti. Le prime si stanno progressivamente adeguando ai cambiamenti richiesti dal progetto in modo da poter essere utilizzate in tutta l’area dell’euro: a partire dal primo gennaio 2008 tutte le carte di nuova emissione si avvarranno della tecnologia del microcircuito anziché di quella a banda magnetica. Per i secondi non è prevista nell’immediato la migrazione ai nuovi standard; sono in corso approfondimenti essendo rilevanti le differenze tra gli schemi attuali e quelli di base SEPA. Sono ancora allo studio possibili servizi opzionali aggiuntivi (Additional Optional Services – AOS) rispetto a quelli standard paneuropei, che potranno valorizzare le esigenze di singole comunità o gruppi significativi di utenti integrando le loro richieste nella cornice comune.
Lo stato di avanzamento riporta anche un breve riepilogo dei punti ancora aperti. Di seguito una breve sintesi tratto dal documento.
Nel corso della riunione del Comitato Nazionale in data 17 settembre 2007, l’ABI ha presentato ai partecipanti un’ipotesi preliminare di gestione della governance di progetto che si propone di mantenere la coerenza con le linee guida BCE-EPC e con le esigenze espresse dai diversi segmenti del mercato. In tale modello il Forum di Consultazione assume un ruolo centrale nel processo di interazione tra i Fornitori dei sistemi e servizi di pagamento e gli utilizzatori
finali. Le responsabilità da assegnare al Forum di Consultazione degli stakeholder vanno valutate in una prospettiva lungimirante; esse devono essere coerenti con un approccio intersettoriale agli standard SEPA, con la promozione di servizi innovativi, con l’innalzamento del livello medio dei servizi offerti alla comunità italiana nel contesto europeo.
La Direttiva sui Servizi di Pagamento (PSD) (2007/64/EC) pubblicata il 5/12/2007, dovrà essere recepita dagli stati membri al più tardi entro il 1° novembre 2009. A tal fine il MEF ha avviato i lavori per la stesura del decreto di recepimento, mentre l’ABI sta lavorando al livello europeo all’interno dell’organismo della Federazione Bancaria Europea del PSD Implementation Forum e all’interno dei gruppi di lavoro EPC, al fine di valutare la coerenza tra i Rulebook ed il testo della PSD. In particolare, come detto, per quel che concerne il SDD, l’implementazione dello schema è connessa con il recepimento della Direttiva.
Funzionale alla migrazione dei circuiti alla SEPA dei circuiti di pagamento domestici è la definizione di standard per i diversi domini di interoperabilità: card-to-terminal, terminal-to-acquirer, acquirer-to-issuer, type approval. È quanto mai opportuno che tali standard siano definiti in tempi utili per consentire ai circuiti domestici e alle banche di operare le proprie scelte strategiche in un quadro di minore incertezza. A tal fine è importante continuare ad assicurare un adeguato livello di partecipazione della comunità bancaria italiana ai gruppi di lavoro internazionali che stanno sviluppando tali attività.
Il sistema bancario ha evidenziato come ad oggi non sia possibile identificare una data in cui operare la dismissione dei servizi nazionali in favore del SCT; tale scelta potrà essere effettuata esclusivamente in funzione della risposta del mercato. Tuttavia, restano forti le pressioni delle banche e di alcuni stakeholder (in primis le Associazioni dei consumatori) che ritengono che il perdurare del periodo di duality si tradurrà in maggiori costi per i produttori e potenzialmente l’utenza. Il Comitato Nazionale di Migrazione sta valutando la possibilità di definire una end-date.