Costruiamo insieme una storia immersiva – intervista a Serena Zonca (12 novembre 2014)

(This post is part of a serie on GDG Rome DevFest 2014)

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Agatino Grillo: Ciao Serena. Vuoi presentarti rapidamente?

Serena Zonca: Ciao a tutti. Mi chiamo Serena Zonca, sono bergamasca, classe 1967. Sono laureata in Lingue e letterature straniere, giornalista e professionalmente mi occupo di editoria cartacea e digitale. Curo il sito Autopubblicarsi.it dedicato alle nuove forme di editoria e in particolare al self-publishing. Mi piace sperimentare e credo che gli ebook siano il grado zero della nuova editoria. Ulteriori informazioni su di me sono disponibili sul mio blog. Ovviamente posso essere contattata via Facebook, Linkedin e Twitter o direttamente attraverso il mio sito.

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Agatino Grillo: Che ci facevi alla Google DevFest di Roma dello scorso 8 novembre 2014 tra programmatori, ingegneri e nerd vari?

Serena Zonca: Google mi ha chiesto un contributo per la conferenza generale del mattino su come le nuove tecnologie stiano trasformando il modo di lavorare e così ho presentato un intervento sul tema della realtà virtuale e del “virtual storytelling”.

Agatino Grillo: Cominciamo dalla realtà virtuale. Non è stata una grande delusione? Se ne parla da anni ma ancora non ci sono risultati significativi o sbaglio?

Serena Zonca: Come ho raccontato nel mio intervento, ho sperimentato per la prima volta la realtà virtuale nel 1992 a un evento intitolato Laboratori del virtuale organizzato dalla Triennale a Milano. Bisognava indossare un enorme casco e un cinturone, collegati tramite un mazzo di cavi a un computer che all’epoca pareva mostruoso e oggi farebbe tenerezza e a dire la verità mi vergognavo non poco all’idea di bardarmi a quel modo, anche perché una piccola folla sghignazzava osservando i volontari così mascherati. E invece, una volta collegata mi sono ritrovata in un nuovo universo virtuale: una stanza bianca, spoglia; nell’aria erano sospesi alcuni aeroplanini, una manciata di poligoni. I pixel erano grossi come frittelle e il frame rate di 4-5 fps. Però … io ero lì. La stanza esisteva, era vera! Da allora mi interesso di realtà virtuale.

Agatino Grillo: Cos’è invece il “virtual storytelling”?

Serena Zonca: Narrare storie fa parte della natura degli esseri umani e quindi lo storytelling è un meccanismo collaudato e potente per catturare l’attenzione, comunicare e generare emozioni, come ben sanno i pubblicitari. Pur essendo una costante antropologica, anche la narrazione si è evoluta nel tempo. È passata dall’oralità dei racconti primordiali alla scrittura, prendendo le forme del teatro, del romanzo, della sceneggiatura cinematografica e televisiva, della traccia di un videogame. Si è adattata ai mezzi tecnici di volta in volta a disposizione.
La sfida del “virtual storytelling” è fondere la narrazione con le attuali tecnologie, compresa la realtà virtuale, per creare un nuovo mezzo narrativo che non sarà più fruito passivamente come gli attuali libri o film, ma in modo interattivo: le storie potranno non limitarsi più a un inizio e una fine ma prevedere bivi e conclusioni multiple. Per realizzare il “virtual storytelling” gli scrittori dovranno collaborare con gli sviluppatori di software, con i grafici, con i modellatori 3D...

Agatino Grillo: Qual è il punto di contatto tra il “virtual storytelling” e la realtà virtuale?

Serena Zonca: Il collegamento è l’immersività, che è un’altra costante della storia culturale. Gli esseri umani hanno sempre cercato di ricreare mondi e l’illusione di farne parte, di esserne circondati a 360°. I primi esempi risalgono all’antichità classica: mi riferisco agli affreschi della Villa di Livia a Primaporta, a Roma, al trompe l’oeil della Sala delle Prospettive di Villa Farnesina sempre a Roma e a tanti altri esempi fino ad arrivare al Cinerama e al Sensorama degli anni ‘60 del 1900.
Arriviamo così al 1992 di cui parlavo prima. La realtà virtuale era la promessa di una rivoluzione immersiva che però non c’è stata. I computer erano troppo lenti; i display, i rilevatori di posizione, i guanti troppo costosi e ingombranti. Le magnifiche sorti e progressive della realtà virtuale hanno subito una battuta d’arresto prima ancora che le previsioni apocalittiche dei detrattori avessero il tempo di verificarsi.
Oggi, però, la congiuntura torna a presentarsi favorevole. Grazie, da una parte, agli avanzamenti della tecnologia e, dall’altra, alla naturalezza con cui ormai ci rapportiamo con i processori e la rete.
Con una configurazione il cui costo iniziale sul mercato si aggira intorno al migliaio di euro (Oculus Rift, Microsoft Kinect e Virtuix Omni) siamo già in grado di entrare dentro un mondo artificiale e di muoverci e interagire con naturalezza con le sue componenti.

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Agatino Grillo: Come pensi evolverà l’editoria nei prossimi anni? Molti temono che le nuove tecnologie possano spazzare via il mondo che conosciamo adesso e hanno giustificati timori. Tra 10 anni esisteranno ancora i libri? O faranno la fine del vinile?

Serena Zonca: Il mondo non si ferma per le nostre paure. La vera sfida è governare il cambiamento, non opporvisi. Sono comunque convinta che i libri cartacei continueranno a esistere per decenni. Quello su cui dobbiamo lavorare è costruire nuovi linguaggi e nuovi strumenti che ci permettano di sfruttare le opportunità che la tecnologia oggi ci offre e di soddisfare i bisogni di un pubblico nuovo. Per questo sono stata ben lieta di partecipare all’incontro di Google e di confrontarmi con i tecnici che progettano strumenti digitali fondamentali per lo sviluppo culturale dell’umanità.

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Agatino Grillo: C’è qualche progetto concreto a cui stai lavorando su questo versante?

Serena Zonca: Proprio alla Google DevFest di Roma abbiamo lanciato la proposta di creare una vera “storia immersiva” grazie alla potenza e alla ricchezza della comunità che si tra sviluppando intorno a questo tipo di evento. Un altro obiettivo potrebbe essere quello di sviluppare nuovi strumenti per avvicinare gli autori all’immersività e dare loro autonomia nella sperimentazione di nuovi linguaggio espressivi che richiedono, come dicevo, una forte condivisione di esperienze e lavoro con altre figure professionali.

Agatino Grillo: Grazie Serena e buon lavoro!

Serena Zonca: Grazie a tutti!

Testo e slide della presentazione di Serena alla Google DevFest 2014

  • Serena Zonca, “Virtual Storytelling”, Google DevFest 2014, Roma , 8 novembre 2014

Per contattare Serena Zonca

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