È il primo romanzo che leggo di John Maxwell Coetzee, sudafricano, premio Nobel per la letteratura nel 2003. Lo dico subito: è un pugno nello stomaco. Crudo, impietoso, implacabile. Una lettura imprevista, qualcosa che non ti aspetti e che poi ti rimane nella pancia per tutta la serata. Pagine che ti costringono a pensare. David, il protagonista, brillante uomo di cultura, dal carattere difficile e convinto (fino a quel momento) delle proprie idee un giorno fa una sonora sciocchezza spinto, probabilmente, dalla paura di invecchiare: seduce una giovane studentessa. Ne seguono una serie di avvenimenti che lo costringono a guardarsi in faccia e ad interrogarsi sui suoi veri convincimenti. Ne emerge un uomo non poi così brillante, la cui vita è probabilmente costellata di errori e le cui idee non sono poi così progressiste. Cronaca di un fallimento: messo di fronte alle vere difficoltà della vita il protagonista non trova in sé le forze per opporsi alla catastrofe sempre più imminente.