Oggi (6 giugno 2007) tra tante brutte notizie finalmente un raggio di sole: Francesca Martino sul Corriere della Sera (versione online) ci avverte che un esperimento di teletrasporto ha avuto successo nelle isole Canarie. Cavolo! Mentre io lotto con il budget ed i clienti qui tra un poco si materializza il capitano Kirk! Leggo con attenzione l’articolo. Ahi, ahi! Non si tratta di teletrasporto di cose o persone ma solo di teletrasporto di dati. Bhe vuoi mettere? Si tratta sempre di trasporto istantaneo di grandi quantità di dati… Altro che banda larga, altro che superUMTS! L’articolo di Francesca è un po’ vago ma rimanda come fonte all’inglese The Indipendent (versione online) che a sua volta rimanda ad un articolo a pagamento (30 dollari USA!) pubblicato su "Nature Physics" . Cavolo… Siamo proprio nell’era di Internet. Comunque il tema mi attizza e decido di fare qualche ricerca.
Quando ho bisogno di informazioni io parto sempre da Wikipedia (versione italiana o inglese). Ecco dunque la pagine di Wikipedia dedicata al teletrasporto (in italiano per fortuna). In poche parole: esiste qualcosa che si chiama Informatica quantistica che sostiene che pur non essendo possibile (tele)trasportare un oggetto da A a B pure è possibile trasportare le sue informazioni quantiche così che lo stesso oggetto possa essere "ricreato" al punto di arrivo. In poche parole: non posso teletrasportarmi perché in realtà creerei un duplicato di me stesso. La stessa Wikipedia cita un articolo sempre del Corriere della Sera
del 12 ottobre 2006 che si riferiva ad un primo esperimento condotto in Danimarca dai ricercatori del Max Planck Institute of Quantum Optics (MPQ) e del Niels Bohr Institute dell'Università di Copenaghen guidato da Eugene Polzik. In questo caso si era riuscito a trasmettere lo stato quantico da un gruppo di fotoni (i componenti elementari della luce) a un gruppo di atomi di cesio, primo passo per riuscire a immagazzinare l'informazione quantistica negli atomi e quindi a trasferirla utilizzando i fotoni.
Ma a che potrebbe servire il teletrasporto (oltre che a duplicare i DVD alla velocità della luce)? Secondo alcuni ricercatori si riuscisse a codificare le informazioni non nel linguaggio binario (come avviene oggi nella cosiddetta digitalizzazione) ma attraverso gli stati quantistici diventerebbe possibile trasferire una quantità di informazioni decisamente maggiore e (forse) in modo completamente sicuro. A riguardo sono andato a rileggermi cosa mi diceva Andrea Pasquinucci in una intervista sulla crittografia quantistica di qualche anno fa.
"(…) le leggi che governano le particelle elementari sono molto diverse da quelle della fisica classica che sperimentiamo ogni giorno con i nostri 5 sensi. Se da una parte questo rende difficile manipolare le particelle elementari, dall'altra parte permette di fare cose impossibili con oggetti macroscopici. In altre parole, le particelle elementari seguono la "logica quantistica" che le fa comportare in maniera molto bizzarra, permettendo agli elaboratori quantistici di fare conti altrimenti non possibili ed alla crittografia quantistica di rendere sicuro lo scambio di chiavi segrete usando particelle elementari. Purtroppo non vi è molto materiale disponibile per approfondire questi argomenti. Vi è ovviamente una grande letteratura scientifica, qualche introduzione per informatici agli elaboratori quantistici ma ben poco a livello divulgativo od intermedio sulla crittografia quantistica. Per approfondimenti consiglio il quaderno CLUSIT "Aspetti di Crittografia Moderna, da DES alla Crittografia Quantistica" (pdf, 860 K) nonché di leggere i documenti di approfondimento sul mio sito"