Sulla scia della lettura di "Viaggi nello scriptorium", di Paul Auster ho riletto "La notte dell’oracolo" il mio preferito tra i romanzi di Auster. Bellissimo! Sono presenti tutti gli elementi tipici della produzione di Auster: amore e tradimento, la vita come romanzo, il dolore come destino ineluttabile, la scrittura come necessità (quasi una droga). Ci sono anche elementi originali: il viaggio nel tempo ad esempio; un po' come in Mattatoio n. 5 di Vonnegunt, qui uno dei personaggi (in realtà: il personaggio di una storia nella storia) è in grado di prevedere il futuro ma i risultati sono tragici (vedrà, prima che avvenga realmente, il tradimento della donna che ama…); lo stesso protagonista narrante racconta gli eventi che si sono svolti vent’anni prima (come se dal futuro raccontasse il passato). C’è poi un collegamento fra questo romanzo e "Viaggi nello scriptorium": una delle storie nella storia riguarda la missione di un agente governativo presso tribù primitive… La stessa trama che mr. Blank il protagonista di "Viaggi nello scriptorium" legge nel manoscritto che gli viene consegnato.
Giovane scrittore alle prime armi si innamora di donna misteriosa, rischia la morte, perde la capacità di scrivere, trova un taccuino "portoghese" che gli dona capacità di preveggenza, viene coinvolto in affari poco leciti da un cartolaio cinese, ritrova la capacità di scrivere, rischia di perdere tutto e forse (dopo avere distrutto il taccuino) riesce a salvarsi la vita.