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Banca d’Italia: azione di prevenzione e contrasto del riciclaggio

Sul sito della Banca d’Italia è disponibile il testo (pdf, 317 K, 35 pp) della testimonianza del Governatore Mario Draghi alla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa. L’audizione ha avuto luogo il 14 giugno 2007.

Novità nella normativa

Passando in rassegna l’evoluzione del quadro normativo, Draghi ricorda come siano individuabili due linee di tendenza. La prima – già presente nella 2^ direttiva antiriciclaggio (2001/97/CE) – estende a categorie professionali e a operatori commerciali esposti al rischio di riciclaggio gli obblighi di partecipazione attiva al sistema di prevenzione e contrasto, finora tradizionalmente basato sulla collaborazione degli intermediari bancari e finanziari. La seconda – introdotta dalla 3^ direttiva (2005/60/CE) – commisura il rigore degli obblighi di identificazione e verifica della clientela al rischio di riciclaggio desumibile dalla natura della controparte, dal tipo di servizio richiesto, dall’area geografica di riferimento. La possibilità di valutare il livello di rischio rende più flessibile la disciplina, ma comporta una maggiore responsabilità sia per gli operatori, chiamati a dotarsi di procedure, strumenti e controlli appropriati, sia per le Autorità di vigilanza e controllo, impegnate a disciplinare, promuovere e verificare la corretta applicazione delle nuove disposizioni. Un’efficace attività di controllo presuppone specifiche conoscenze sui fattori di rischio, che consentano di valutare l’adeguatezza dei presidi adottati dagli operatori e di sollecitare, se necessario, idonee iniziative correttive.

Perplessità sul riordino

Il Governatore esprime “perplessità” sul progetto di decreto dello scorso febbraio 2007 del Ministero dell’Economia che- riproponendo disposizioni ormai di fatto superate - conferma l’attribuzione al Ministero di poteri di “alta vigilanza e di indirizzo” sulla complessiva attività di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo in quanto la soluzione prospettata non è in linea con l’autonomia e l’indipendenza che la normativa internazionale riconosce alla FIU la Financial Intelligence Unit (FIU) nazionale instaurato presso l’UIC. Lo schema di decreto di attuazione della direttiva si pone in contrasto anche con il disegno di legge governativo n. 1366/Senato del 5 marzo scorso, recante, tra l’altro, il riordino delle competenze delle autorità di vigilanza dei mercati finanziari. Il disegno di legge, infatti, prevede l’incorporazione dell’UIC nella Banca d’Italia e, in tale contesto, disciplina in modo specifico l’inquadramento istituzionale e le competenze della struttura deputata a svolgere le funzioni di “Unità di informazione finanziaria”, nel rispetto delle garanzie di indipendenza e autonomia prescritte dalle disposizioni internazionali.

Conclusioni

Draghi conclude affermando che in ambito di normativa in materia di antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo permangono ampi margini di miglioramento. Occorre lavorare sul coordinamento tra le diverse autorità componenti l’apparato antiriciclaggio; in particolare la funzionalità della FIU può risultare potenziata dalla prevista incorporazione dell’UIC nella Banca d’Italia. La Banca d’Italia s’impegna a potenziare l’attività della FIU, rafforzandone le capacità operative tanto sul piano delle risorse umane quanto su quello delle dotazioni tecniche e informatiche. Sul piano sanzionatorio occorre programmare un intervento organico di razionalizzazione attraverso un’apposita delega al Governo che individui precise linee d’intervento. La Commissione Lettieri potrà affrontare l’argomento ai fini della predisposizione del Testo Unico antiriciclaggio, che non dovrebbe, quindi, avere natura meramente compilativa. Sembra preferibile puntare su misure di repressione severa, basate su controlli successivi, piuttosto che gravare indistintamente tutti gli operatori con vincoli eccessivamente onerosi. Si tratta, conclude il Governatore, di obiettivi di grande impegno, che tutte le autorità coinvolte devono affrontare, collaborando efficacemente fra loro e compiendo il massimo sforzo per ottenere risultati soddisfacenti.

Indice del documento

  1. Aspetti economici del riciclaggio
  2. Evoluzione della normativa antiriciclaggio
    • Le linee di fondo
    • L’apparato di prevenzione
  3. Strumenti di prevenzione e repressione del fenomeno
    • La definizione del reato
    • La limitazione dell’uso del contante
    • Gli obblighi di identificazione e registrazione
    • La segnalazione delle operazioni sospette
    • Le sanzioni
    • La confisca dei beni
  4. I progetti di modifica dell’apparato antiriciclaggio
  5. Conclusioni
  6. Allegati
    • L’azione di prevenzione del riciclaggio: risultati
    • L’attività del Financial Stability Forum sui centri off-shore
    • L’attività di money transfer

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