La Banca d’Italia nella sua recente "Relazione al Parlamento e al Governo" (pdf, 838 K) spiega che con il termine "rischio di compliance nelle banche" si intende "il rischio di incorrere in sanzioni, perdite finanziarie o danni di reputazione in conseguenza di violazioni di norme legislative, regolamentari o di autoregolamentazione" (pag. 66) . L’esigenza di regolamentare questo tipo di rischio nasce da riflessioni condotte a livello nazionale ed internazionale (leggi: Basilea II); in particolare occorre assicurare la piena osservanza delle disposizioni riguardanti le relazioni con la clientela.
La normativa di Banca D’Italia è al momento ancora in forma di bozza, oggetto di consultazione. Nelle banche si richiede, in ogni caso:
La funzione di compliance è chiamata a svolgere un ruolo complementare rispetto al sistema di gestione dei rischi previsto dalla nuova regolamentazione prudenziale essendo rivolta, soprattutto in un’ottica preventiva, a presidiare rischi di carattere legale e reputazionale.
In che modo la Consob è coinvolta nella definizione delle norme di Compliance?
Sui profili della disciplina relativi ai servizi di investimento è stata interessata anche la Consob, in vista del coordinamento con le disposizioni di recepimento della direttiva MiFID.
La Banca d’Italia richiede che siano presi in considerazione “norme di etero e autoregolamentazione” dunque sia leggi e regolamenti di settore sia regolamenti, codici di condotta e best practice.In attesa delle disposizioni definitive da parte dell’organo di vigilanza, un primo elenco di norme di riferimento comprende sicuramente:
Alla fine del 2006, Banca D’Italia ha condotto una rilevazione presso i primi sette gruppi bancari volta a verificare lo stato di realizzazione dei progetti di attivazione della funzione di conformità alle norme (compliance). È emerso che l’istituzione della funzione è in corso nei principali gruppi bancari italiani mediante l’adozione di soluzioni organizzative e operative diversificate, ritenute talora non definitive dagli intermediari in considerazione soprattutto della natura innovativa dell’attività di compliance e dell’esigenza di un’evoluzione progressiva del suo raggio di azione.