Onorevoli, la metà dei migliori rimarrà fuori dal Parlamento (La Stampa, 3 febbraio 2013)

130203-lastampa-openpolis-1-2.jpg

(Clicca per ingrandire immagine)

Dossier: le pagelle di deputati e senatori
L’associazione OpenPolis ha stilato una classifica dei parlamentari in base al loro indice di produttività alla fine della legislatura, e dopo la presentazione delle liste, siamo andati a vedere quanto paga darsi da fare

  • di Marco Castelnuovo

L’associazione OpenPolis valuta la produttività dei parlamentari. Presenze in aula e in commissione, disegni di legge presentati, assenze, voti espressi. Tutta l’attività di deputati e senatori viene macinata da un algoritmo che restituisce un indice per ognuno. Chi è più assiduo e propositivo finisce in cima alla classifica.  
All’associazione OpenPolis sono in nove, molti giovani, tutti bene assortiti. Scienziati, politici, matematici, ingegneri. Per l’algoritmo che calcola l’indice di produttività, si sono avvalsi dell’aiuto dei parlamentari stessi che hanno contribuito a determinare il «peso» dei comportamenti dei parlamentari. E contano su un bacino di 25mila sostenitori che in modalità «wiki» li aiutano a non sbagliare. L’indice di produttività che hanno costruito è stato preso come modello a livello internazionale. Può essere migliorato, ma già ora restituisce la fotografia di sgobboni e sfaccendati tra Montecitorio e Palazzo Madama.
 

130203-lastampa-openpolis-2-2.jpg

(Clicca per ingrandire immagine)
La graduatoria che si può consultare in questi giorni è di fatto quella finale della legislatura. Le Camere possono ancora essere convocate a domicilio nelle prossime tre settimane, ma le posizioni sono consolidate. Impossibili ormai i sorpassi.
Chi è stato il migliore tra i due rami del Parlamento? Chi il peggiore? E soprattutto: sono stati ricandidati i migliori? E i peggiori? In posizione eleggibile o no? Insomma, paga essere produttivi in Parlamento o è meglio frequentare i talk show per sperare nella ricandidatura?  
 Abbiamo incrociato i dati. Il migliore in assoluto alla Camera è Donato Bruno (Pdl), premiato con un seggio sicuro. Seggio sicuro anche per il peggiore, l’avvocato Niccolò Ghedini: molto assente in Aula, e poco incisivo nelle battaglie che ha cercato di portare avanti. Ma evidentemente gli oltre mille punti di distacco tra i due non sono stati sufficienti per convincere il partito a non ricandidare l’avvocato del Cavaliere.
Il Pd ha scelto di non ricandidare il peggiore senatore in assoluto, quel Vladimiro Crisafulli che ha fatto il pieno alle primarie dei parlamentari. Ma la decisione è arrivata in seguito alle disavventure giudiziarie del senatore siciliano e non dovute alla bassa, bassissima, produttività nella legislatura che sta per chiudersi.

In totale sui 60 migliori sono 24 gli eletti sicuri, 14 quelli in posizione a rischio e 22 quelli non più ricandidati. Diciotto dei 60 peggiori invece sono sicuri di rientrare, trenta sono stati esclusi e dodici sono quelli a rischio ingresso. A rischio nostro, ovviamente.

Twitter@chedisagio 

AG-Vocabolario: