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FuturoProssimo

Imprese aperte ai social network (Corriere Economia, 18 febbraio 2013)

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Fonte: pdf in impresaperta.it
Muzi Falconi: più produttività se c’è dialogo tra manager e dipendenti

  • di Paola Caruso

Social media e nuove tecnologie di comunicazione sono driver di crescita per le aziende?
La risposta è sì, se sono utilizzati per coinvolgere i dipendenti nelle attività di organizzazione dell'impresa.
Il dialogo manager-impiegati e l'interazione tra tutti gli «attori» in sede, da una parte migliorano l'efficienza dei singoli (riducendo pure le assenze) e dall'altra sono in grado di incrementare la produttività del 20-25% (ricerca McKinsey Global).
A condizione che l'utilizzo degli strumenti sia accompagnato da cambiamenti culturali, di processo e comportamentali tra le scrivanie.
Insomma, una buona comunicazione interna — «partecipativa» — fa la differenza.
Per promuovere questa nuova abitudine allo scambio di opinioni sul lavoro, è appena nata una piattaforma online, Impresaperta, capace di raccogliere case history e interventi di chi ha sfruttato i social per lo sviluppo.
Si tratta di un movimento/ network dedicato ai rapporti tra capi e colleghi.
Obiettivo: rendere consapevoli i player del business, dalle classi dirigenti, alle persone occupate, fino alle associazioni, del potenziale d'innovazione e creatività che hanno i lavoratori, senza limiti di carica.
Il sito (messo in piedi in collaborazione con Methodos e con la partecipazione di Comunicatorinterni. it) sarà presentato domani all'Urban Center di Milano, durante un incontro nell'ambito della Milano Social Media Week, con la partecipazione di Vincenzo Boccia (vicepresidente e presidente Piccola industria di Confindustria), Silvestre Bertolini (presidente della Cida) e Walter Galbusera (segretario regionale Uil Lombardia).
«Il coinvolgimento dei dipendenti nell'organizzazione aziendale è direttamente collegato alla crescita ed è diventato il punto di forza di molte aziende europee, come quelle tedesche — spiega Toni Muzi Falconi, co-fondatore di ImpresAperta —. Nella classifica dei Paesi che hanno incrementato il Pil grazie alla riorganizzazione aziendale, Olanda, Danimarca e Germania occupano primissimi posti. Mentre l'Italia si trova in coda.
Qualcosa si sta muovendo, ma sono soprattutto le grandi aziende e le multinazionali ad aver capito l'importanza del coinvolgimento dei dipendenti nell'organizzazione, la piccola e media impresa non ha ancora affrontato l'argomento».
Come si arriva a un cambiamento del genere?

«Il primo passo è semplice: i vertici aziendali devono impegnarsi per ridefinire i parametri di comunicazione interna — precisa Muzi Falconi —, promuovendo il dialogo aperto e precisando quali sono i temi che si possono affrontare insieme e quali no. In pratica, hanno il compito di stabilire le regole del gioco. Per ottenere risultati ci vuole tempo, ma se si inizia subito, partendo dai più giovani che hanno dimestichezza con i social network, si ottiene una trasformazione in un anno».

Al programma di Impresaperta hanno già aderito circa 40 aziende e un centinaio tra manager, consulenti e specialisti delle risorse umane.

 

AG-Vocabolario: 

I reati di possibile commissione su Facebook (Leggi Oggi, 4 febbraio 2013)

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Analisi sui reati più comuni commessi su facebook, in particolare la diffamazione e sostituzione di persona

“Usano un falso nome come account di Facebook per divulgare foto senza veli della loro “cara” amica, con il solo scopo di metterla in piazza e farle un dispetto di pessimo gusto. Sembrerebbe che sia stata l’invidia il movente principale che avrebbe spinto due ragazze a progettare un piano di diffamazione nei confronti della loro coetanea.”
Questo episodio è solo uno dei tanti che accadono periodicamente su Facebook, altri più eclatanti hanno portato addirittura alla morte delle vittime come la vicenda del ragazzino romano che si suicidò dopo essere stato schernito sul social network per la sua presunta omosessualità. I social network possono essere il primo passo verso la commissione di reati talvolta gravissimi tanto da mettere a repentaglio giovani vite e non, ma è bene sapere che qualunque attività effettuata su Internet (e di conseguenza anche su Facebook) viene registrata sui siti in cui viene eseguita (da un minimo di 3 mesi a un massimo di 2 anni, in funzione della legislazione dello Stato di origine del gestore). L’autore è, generalmente, SEMPRE rintracciabile da parte degli organi di controllo preposti (Polizia Postale, Carabinieri, Guardia di Finanza) e a seguito di un ordine di procedura da parte dell’Autorità Giudiziaria.
Vi sono varie tipologie di reati consumabili su Facebook. Sono considerati reati e punibili le seguenti azioni:

  • invio di materiale pubblicitario non autorizzato (spamming);
  • raccolta e l’utilizzo indebito di dati personali, attività espressamente vietate dal T.U. sulla privacy (d.lgs. n. 196 del 2003);
  • utilizzo dei contatti per trasmettere volutamente virus informatici (art. 615-quinquies);
  • utilizzo dei contatti per acquisire abusivamente codici di accesso per violare sistemi informatici (art. 615-quater);
  • scambio di immagini pedopornografiche che integra gli estremi del reato ad es. di cessione di materiale pedopornografico (art. 600-ter);
  • inviare messaggi di propaganda politica, di incitamento all’odio e alla discriminazione razziale.

Un altro reato molto frequente in rete è la diffamazione; il legislatore, pur mostrando di aver preso in considerazione l’esistenza di nuovi strumenti di comunicazione, telematici ed informatici, non ha ritenuto di mutare o integrare la normativa con riferimento ai reati contro l’onore (artt. 594 e 595 c.p.), pur essendo intuitivo che questi ultimi possano essere commessi anche per via telematica o informatica. Pensando, ad esempio, alla trasmissione di comunicazioni via e-mail, ci si rende facilmente conto che è certamente possibile che un agente, inviando messaggi atti ad offendere un soggetto, realizzi la condotta tipica del delitto di ingiuria (se il destinatario è lo stesso soggetto offeso) o di diffamazione (se i destinatari sono persone diverse). Ovviamente, l’azione è altrettanto idonea a ledere il bene giuridico dell’onore anche se l’agente immette il messaggio in rete con modalità diverse.
Dottrina e giurisprudenza sono oramai concordi nel ritenere che l’utilizzo di Internet integri l’ipotesi aggravata di cui all’art. 595, co. 3, c.p. (offesa recata con qualsiasi altro mezzo di pubblicità), poiché la particolare diffusività del mezzo usato per propagare il messaggio denigratorio – solo lontanamente paragonabile a quella della stampa ovvero delle trasmissioni televisive o radiofoniche – rende l’agente meritevole di un più severo trattamento penale. Internet è, infatti, un mezzo di comunicazione più “democratico”: chiunque, con costi relativamente contenuti e con un apparato tecnologico modesto, può creare un proprio “sito”, ovvero utilizzarne uno altrui. Poiché le informazioni e le immagini immesse nel web, relative a qualsiasi persona, sono fruibili (potenzialmente) in qualsiasi parte del mondo, il reato, di conseguenza, si consuma al momento della percezione del messaggio da parte di soggetti estranei sia all’agente che alla persona offesa (Cass. pen., n. 4741/2000).
Un problema di non poca rilevanza è quello relativo all’individuazione dei soggetti sui quali gravi la responsabilità per il fatto illecito commesso.
Risulta controversa la possibilità di configurare una responsabilità per culpa in vigilando in capo ai gestori dei siti Internet per le violazioni commesse da terzi utenti del servizio offerto.
In assenza di precise disposizioni normative che regolino specificatamente la materia in esame, la responsabilità penale dei gestori di siti internet non può essere delineata a titolo di colpa per non aver impedito la commissione dell’illecito ma solo, eventualmente, a titolo di concorso nel reato (ex art. 110 c.p.), sempre che ne ricorrano tutti i presupposti: pluralità degli agenti; elemento soggettivo (dolo), inteso come volontà effettiva di cooperare nel reato; elemento oggettivo; contributo causale al verificarsi dell’evento.
Il codice penale parla di omesso impedimento dell’evento e da qui nasce e si è ormai consolidata la figura del concorso mediante omesso impedimento del reato commesso da altri (artt. 110 e 40, co.2, c.p.). La diffamazione è un reato di evento che si consuma non al momento della diffusione del messaggio offensivo, ma al momento della percezione dello stesso da parte di soggetti che siano “terzi” rispetto all’agente ed alla persona offesa.
Altro delitto particolarmente facile da realizzare in rete è la cd. sostituzione di persona prevista dall’art. 494 c.p..
Il suo elemento distintivo è la lesione della fede pubblica, intendendosi per tale il compimento di una falsità che ha la capacità di ingannare il pubblico, cioè un numero indeterminato di persone.
L’art. 494 prevede quattro ipotesi attraverso le quali si perfeziona il reato:

  1. sostituzione fisica della propria all’altrui persona, che consiste nell’assunzione di contegni idonei a far apparire la propria persona diversa da quella che è;
  2. l’attribuzione a sé o ad altri di un falso nome, laddove per nome si intende uno qualsiasi dei contrassegni di identità, come il prenome, il luogo di nascita, la paternità, ecc….;
  3. l’attribuzione di un falso stato, cioè la condizione complessiva della persona nella società, comprendente la cittadinanza, la capacità di agire, la potestà familiare, la condizione di coniugato, i rapporti di parentela, ecc…;
  4. l’attribuzione di una qualità cui la legge collega effetti giuridici, come nel caso di chi dichiari di aver raggiunto la maggiore età, purché la qualità in questione sia essenziale per la realizzazione dell’atto giuridico.

Quindi, il delitto in questione non è a forma libera ma si realizza solo nelle ipotesi predeterminate, e si consuma con l’induzione in errore della terza persona. Ovviamente chi commette il reato lo deve fare al fine di procurare a sé od altri un vantaggio, oppure per arrecare ad altri un danno, anche se il vantaggio non deve essere necessariamente ingiusto.
Sulla base di queste premesse possiamo tratteggiare alcune ipotesi di sostituzione di persona commesse in rete. Ad esempio, la creazione di un account di posta elettronica con un nominativo diverso dal proprio può configurare il reato di sostituzione di persona purché il gestore, o gli utenti, del sito, siano tratti in inganno credendo erroneamente di interloquire con una determinata persona mentre si trovano ad avere a che fare con una persona diversa. Questo è quanto stabilisce la sentenza della Cassazione n. 46674 del 8 novembre 2007, la quale ritiene configurati tutti gli elementi del reato in una ipotesi come quella dell’esempio, cioè l’inganno, l’induzione in errore e l’insidia alla fede pubblica.
Per cui il discrimine tra la fattispecie penale della sostituzione di persona e la semplice lesione di stampo civilistico, secondo la Cassazione, si ritroverebbe proprio nel concetto di fede pubblica, in quanto l’inganno supera generalmente la ristretta cerchia di un determinato destinatario.
Ovviamente si deve anche verificare l’esistenza del danno o del vantaggio, perché sussista il reato, che nel caso specifico consisteva nelle diverse telefonate di uomini che chiedevano alla vittima del reato incontri sessuali.
È importante evidenziare, data la facilità con la quale in rete si può creare una personalità virtuale, che un elemento essenziale, dal quale non si può prescindere, per realizzare il reato di sostituzione di persona è la presenza di un dolo specifico, appunto consistente nel perseguimento di una finalità di vantaggio, proprio od altrui, o di un danno altrui. L’assenza di questi elementi, però, potrebbe comunque costituire altro tipo di reato, come l’accesso abusivo ad un sistema informatico.
Dalle questioni affrontate emerge chiaramente quanto sia estremamente difficile regolare per legge un mondo in continua mutazione come Internet, dove coesistono molti format differenti e dove occorrerebbe tracciare un confine per individuare cosa e come dovrebbe essere assoggettato ad una regolamentazione. Data la sostanziale difformità del mezzo utilizzato, che presuppone una libertà enorme non solo per quanto riguarda l’accesso e la fruizione dei contenuti, ma anche l’utilizzo con finalità divulgative, sarebbe opportuno adottare una linea estremamente cautelativa nell’estendere al mondo di Internet quei controlli e garanzie attuate nel più tradizionale mondo dell’informazione.

 

AG-Vocabolario: 

Nina la sorella seria di Siri (Il Sole 24 Ore, 3 febbraio 2013)

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(Clicca per ingrandire immagine)

di Luca Tremolada
È nata Nina, la sorellina in tailleur di Siri. Stesso sangue del personal assistant della Apple ma una vocazione più business. Zero battute, nessuna velleità da filosofo, Nina che sta per Nuance Interactive Natural Assistant parlerà con la banca, risolverà i problemi di connessione con l'internet service provider, dirà all'automobile quello che deve fare e al televisore quale programma trasmettere.
Sarà in tutto e per tutto una segretaria a disposizione delle aziende per dialogare con gli utenti attraverso lo smartphone.
«Per la prima volta – spiega a Nòva24 Agostino Bertoldi, vice presidente di Enterprise & Mobility Sud Europa – abbiamo riunito in un'unica interfaccia le tecnologie che Nuance sviluppa da anni».
Vale a dire: speech recognition, text-to-speech, natural-language understanding, voice-ID biometric (identificazione attraverso dati biometrici della voce) e call intercetp (feature che trasforma la chiamata a un call center in una esperienza visuale).
In sostanza se Siri si "limitava" a mandare email, aggiornare l'agenda, navigare sul web, ascoltare musica, suggerire ristoranti e località sulla mappa e tutto, naturalmente, solo usando il linguaggio naturale, Nina guarda più al concreto, dice alla banca quello che deve fare, governa l'automobile connessa e gestisce, ad esempio, la chiamata al call center.
Quella che verrà annunciata ufficialmente mercoledì a Boston è una applicazione B2B per imprese, utilities, ospedali, banche, call center e chinque abbia la necessitò di gestire in mobilità il dialogo con i propri clienti.
Nuance sta già collaborando in Italia con Fastweb, Banca Mediolanum, all'estero con Ford, Samsung, il Medical Center dell'Università di Pittsburg e naturalmente Apple.
Una demo mostrata in anteprima a Nòva24 illustra il tipo di conversazione che possiamo intrattenere con l'assistente virtuale Nina.
L'interazione inizia con una frase standard (può essere modificata): «la mia voce la mia password». «Il software riconosce il timbro che varia da persona a persona – spiega Bertoldi –. Anche se è raffreddato o parla in condizioni non ottimali per esempio nel traffico o all'aperto. In questo modo si rinuncia tranquillamente alla pasword».
Nuance Communication assicura che il software analizza i parametri biometrici della voce e quindi non sbaglia. «Anche usando una registrazione non si può imbrogliare Nina», sostengono (ma prevedono anche altri strumenti di certificazione). Se però dovesse confondersi equivarrebbe a dare accesso a uno sconosciuto alla propria banca. Quanto poi alla conversazione, Nina nel corso della demo ubbidiva ai comandi interpretando il linguaggio naturale.
In altre parole, senza usare parole chiave o frasi prestabilite è possibile chiedere al proprio smartphone di pagare le bollette, controllare il conto o addirittura – assicurano – di operare un bonifico a favore della propria moglie.
 La difficoltà per quest'ultima richiesta non è legata al legame parentale con il destinatario del pagamento ma nella capacità del software di analizzare la semantica della frase e quindi capire che per moglie si intende quella determinata persona. Il motore semantico viene gestito dalla cloud di Nuance all'interno della quale vengono processate tutte le richieste di Nina.
L'altra feature su cui puntano per il dialogo con i call center o i servizi clienti ad esempio degli internet service provider è la call intercetp, ovvero la capacità di Nina di anticipare il senso della richiesta fornendo informazioni in forma visuale. Nel caso di un operatore di tlc, Nina dovrebbe capire dalle prime battute che ad esempio è interessato all'abbonamento internet, inviare quindi via app le tariffe sul display. Nell'insieme queste funzionalità disegnano una assistente virtuale più professionale. Ma a decretare il successo di queste tecnologie sarà la nostra attitudine a dialogare con un telefonino.

Scheda tecnica

Le tecnologie di Nina.

Speech recognition, text-to-speech, voice-ID biometric e call intercetp come funziona

Nina Sdk.

Il kit di sviluppo di Nina offre le api per permettere agli sviluppatori di studiare interfacce

Per le aziende

L'interazione vocale viene gestita da app per smartphone. La capacità di elaborazione è sul cloud di Nina

Nina virtual assistant cloud

È il servizio di cloud computing di Nuance che elabora le richieste vocali

Banche

Nina promette di rendere possibile l'interazione con l'home banking attraverso la voce. L'applicazione consente di porre delle domande in linguaggio naturale. Si potrà chiedere a Nina di pagare le bollette, mostra il conto corrente o anche operare un bonifico. Oltre alla voce sarà possibile operare anche con la tastiera. Il sistema riconosce il cliente dai dati biometrici legati alla voce.

Call center

Nina attraverso sistemi a risposta vocale interattiva (IVR) gestisce le comunicazioni dei clienti con il call center. Attraverso la funzionalità call intercerp, Nina trasmetterà dati visuali e informazioni sul display dello smartphone anticipando le richieste del cliente. Nel caso di incomprensione la telefonata verrebbe in ogni caso deviata verso un operatore umano.

Elettronica di consumo

I sistemi di riconoscimento vocale sono già una realtà nell'elettronica di consumo. Apripista Kinect di Microsoft, la periferica per la console di Xbox 360.
Oggi anche i televisori stanno imparando a prendere ordine a voce.
Ma per il momento questa tecnologia si affianca al telecomando classico.

Auto

La voce è già da tempo dentro l'automobile.
Oggi la sfida è quella di passare dalla gestione dei sistemi di navigazione, telefonia e infotainment alle feature più specifiche legate al concetto di connected car. Sostanzialmente la sfida è governare l'auto in sicurezza con l'aiuto della voce e senza naturalmente chiamare in causa le mani.

Informazioni sull’autore di questo articolo

lucamicro

AG-Vocabolario: 

Intelligenza Artificiale online: 130.000 studenti si sono iscritti

Leggo su http://blog.dotsub.com/ (è la società che partecipa all'organizzazione del corso insieme alla Stanford University) che ad oggi (17 settembre 2011) gli iscritti al corso online di Intelligenza Artificiale della Stanford University sono oltre 130.000; è ancora possibile iscriversi.

In dettaglio:

  • 130.000 studenti
  • 170 lingue
  • 190 nazioni

Sarà il più grande esperimento sociale di elearning della (breve) storia del web. Forse l'esperimento sociale più grande della storia dell'istruzione. Dietro al corso, oltre all'università di Stanford, c'è Google: uno dei due docenti "ufficiali" delle lezioni è Peter Norvig, direttore delle ricerche in Google.

Link utili

AG-Vocabolario: 

Intelligenza Artificiale online: in italiano i sottotitoli della lezione introduttiva al calcolo delle probabilità

Ho tradotto in italiano in sottotitoli della prima video lezione introduttiva al calcolo della probabilità proposta tra i prerequisiti per il corso online della Stanford University in Intelligenza artificiale.

La videolezione è disponibile qui in lingua inglese. Cliccare su subtitles (a sinistra) per scegliere la sottotitolazione in italiano. Segnalatemi eventuali errori nei commenti.

Altre lingue disponibili per i sottotitoli:

  • Spanish
  • Portuguese
  • English
  • Bengali
  • German
  • Greek
  • Portoghese brasiliano
  • Russo
  • Cinese (tradizionale)

Link utili

  • La pagina del corso di IA online: inglese e italiano (mia traduzione, versione non ufficiale)
AG-Vocabolario: 

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AG-Vocabolario: 

Traduzione (non ufficiale) in italiano: here the English official page

Informazioni generali sul corso

Introduzione

“Introduzione all'Intelligenza Artificiale” è un corso online basato sull’omonimo corso in aula dell’università di Stanford “CS221 - Introduzione alla Intelligenza Artificiale”. Il corso fornisce agli studenti le basi della disciplina “Intelligenza Artificiale” approfondendo temi quali l'apprendimento automatico, il ragionamento probabilistico, la robotica e l'elaborazione del linguaggio naturale.
L'obiettivo del corso è fornire le basi dell’Intelligenza Artificiale (IA) moderna. Imparete le tecniche di base ed trucchi del mestiere di questa disciplina allo stesso livello fornito ai nostri studenti di Stanford. Vorremmo anche che vi entusiasmaste al tema dell'intelligenza artificiale. Al corso possono partecipare tutti: professionisti, studenti universitari o di scuola superiore.
Grazie a questo corso online possiamo offrire il nostro materiale didattico a tutto il mondo. Non si dovrà solo guardare, in modo passivo, le video lezioni ma si dovrà partecipare. Sono infatti previsti compiti da svolgere a casa, esami da sostenere, discussioni con altri studenti, la possibilità di porre domande ai docenti ed anche una valutazione finale (sotto forma di punteggio).

Percorso di “base” e percorso “avanzato”

Il corso è offerto in due modalità. Il percorso “avanzato” è progettato per essere un vero e proprio corso universitario e dunque richiede almeno una decina di ore a settimana da dedicare allo studio e alle esercitazioni. Ogni settimana sono previste esercitazioni e compiti da svolgere a casa; ci sarà un esame intermedio e un esame finale. Per ottenere l’attestazione finale del percorso “avanzato” si deve superare sia l’esame intermedio sia l’esame finale.
Il percorso “base” è per le persone interessate all’Intelligenza Artificiale che non hanno tempo da dedicare allo studio o comunque preferiscono non fare i compiti a casa e sostenere gli esami. Anche in questo caso è possibile visualizzare le lezioni come nel percorso “avanzato”; sarà possibile, inoltre, avere accesso ai compiti per casa e agli esami dopo che essi saranno stati completati dagli studenti che frequentano il percorso “avanzato” ma non si avrà nessuna valutazione personale su questo tipo di risultati. Per ottenere l’attestato di partecipazione al percorso “base” occorre essere uno studente “attivo” e continuare a visualizzare il materiale durante il corso.
Si può passare da un percorso all’altro in ogni momento; tuttavia si deve essere coscienti che se si è iscritti al percorso “base” non si ha accesso alle esercitazioni, compiti per casa e esami e questo influenzerà il punteggio e l'ammissibilità se si decide di tornare al percorso “avanzato”.

Videolezioni

Le videolezioni sono il principale metodo per fornire i contenuti didattici del corso. I video sono pubblicati settimanalmente e sono composti da molte piccole clip da 1 a 15 minuti di lunghezza ciascuna. In queste videolezioni i professori Thrun e Norvig illustreranno i concetti chiave dell’Artificial Intelligence (AI). Le lezioni saranno pubblicate settimanalmente suddivise per argomento; dopo che sono state pubblicate per la prima volta, le videolezioni possono essere riprodotte quando si preferisce fino alla fine del corso.

Quiz

Sono previsti quiz online per consentire di valutare la propria conoscenza degli argomenti sull’AI via via che si apprendono i nuovi concetti. Se si fornisce una risposta sbagliata ai quiz non c’è nessun problema. I quiz non concorrono infatti al punteggio finale. È possibile però che vi venga chiesto di rivedere certi specifici video per capire e risolvere gli errori commessi nel rispondere alle domande.

Compiti per casa

I “compiti per casa” sono simili ai quiz con la differenza che essi concorrono all’attribuzione del punteggio finale. Una volta assegnato, il “compito per casa” sarà disponibile per una settimana entro la quale è necessario rispondere a tutte le domande altrimenti si otterrà un punteggio uguale a 0. Sono previsti un totale di 8 compiti per casa: i due compiti che otterranno i punteggi peggiori non saranno conteggiati nel punteggio finale. I rimanenti 6 compiti concorrano al 30% del punteggio finale. Le risposte dei compiti per casa saranno a disposizione di tutti i frequentanti quando la settimana a disposizione per completare il compito è finita; anche il punteggio personale di ogni studente viene reso noto a tutti.
Non è prevista programmazione di software; tuttavia realizzare dei piccoli programmi potrebbe essere utile per risolvere più velocemente alcuni dei compiti per casa. Si può scrivere codice in qualsiasi linguaggio: noi consigliamo Python se si ha già qualche esperienza di programmazione; il codice in ogni caso non verrà valutato ai fini del calcolo del punteggio. Per esempio per una certa domanda si potrebbe scegliere tra 6 risposte diverse ciascuna con diverse variabili e parametri di ingresso. Si può ovviamente fare tutti i calcoli a mano o a mente però scrivere un piccolo programma software potrebbe essere il modo più veloce per risolvere il problema e comprendere meglio come funziona l'algoritmo.
I compiti per casa devono essere completati individualmente; noi incoraggiamo gli studenti ad aiutarsi a vicenda per imparare meglio ma deve essere chiaro che i compiti per casa devono essere frutto esclusivamente del tuo lavoro e non risultato degli sforzi di un gruppo.

Esami

Anche gli esami sono simili a quiz e compiti a casa. Ma mentre i compiti per casa coprono solo i contenuti didattici appena imparati gli esami vanno più in profondità e possono riguardare qualsiasi argomento insegnato fino a quel momento nel corso. Gli esami inoltre sono programmati in modo da dare più tempo per prepararsi e sostenerli. È possibile iniziare l'esame in qualsiasi momento all’interno di una finestra temporale di 24 ore da noi fissata; dopo aver cominciato l'esame si avranno a disposizione 4 ore per completare o modificare le risposte. Abbiamo scelto una finestra di 24 ore in modo, indipendentemente dal fuso orario in cui ci si trova, di poter completare l’esame nel momento migliore della giornata. L'esame intermedio concorre al 30% del punteggio finale; l'esame finale al 40%.

Come per i compiti per casa, gli esami devono essere completati individualmente senza l'aiuto di altre persone.

Fare domande ai professori

Il corso prevede un forum in cui è possibile porre le vostre domande direttamente ai docenti. È anche possibile vedere le domande degli altri studenti di questo corso e dare un voto alle domande poste. I docenti risponderanno solo alle domande più votate. Quindi se si desidera ottenere una risposta alla proprie domande bisogna formulare i quesiti in modo che suscitino e rispondano all’interesse di molti altri studenti.

Discussioni

Ci sarà anche un forum di discussione generale, in cui è possibile discutere di varie questioni e interagire con altri studenti. Non è ovviamente permesso condividere nel forum le soluzioni dei compiti per casa e degli esami mentre è permesso discutere le tematiche affrontate in classe e porre domande. Dopo che le risposte relative ai compiti per casa sono state “ufficialmente” pubblicate se ne può parlare anche nel forum ed è possibile condividere il codice software utilizzato per risolvere i problemi.

Punteggio finale e attestato finale

Il punteggio finale di ogni studente viene calcolato assegnando il 30% ai 6 migliori risultati ottenuti negli 8 compiti per casa, un ulteriore 30% al risultato dell'esame intermedio e il rimanente 40% al risultato della prova finale. Coloro che frequentano il percorso “avanzato” riceveranno oltre al punteggio finale anche un valore percentuale (classifica) rispetto ai tutti coloro che frequentano tale percorso; tale valore verrà riportato nell’attestazione finale. L’attestato finale sarà inviato tramite e-mail e firmato da Sebastian Thrun e Peter Norvig. Speriamo di poter firmare digitalmente gli attestati così che sia possibile verificarne la loro autenticità. L’attestato non è rilasciato dalla Stanford University.

Eccezioni

Sappiamo già che si possono presentare problemi ed imprevisti che possono rendere difficile o impossibile completare alcuni compiti per casa nei tempi prestabiliti. I due compiti a casa che non saranno conteggiati possono ovviare, in certi casi, a questo tipo di problemi. Avere un tale numero di iscritti a questo corso è sicuramente emozionante ma ci pone anche di fronte a sfide non facili; in sintesi non saremo in grado di concedere eccezioni sul rispetto delle date e dei tempi per gli esami quale che sia il motivo. Se solo lo 0,3% dei nostri studenti avesse dei problemi che richiedono di fare un’eccezione rispetto alle regole prestabilite dovremmo organizzare e gestire 300 eccezioni particolari - molto più di quel che accade in un corso tradizionale. Preghiamo quindi di accettare in anticipo le nostre scuse ma non possiamo fare eccezioni; se per un qualsiasi motivo non si supera un esame è sempre possibile passare al percorso “base”.

IA alla Stanford University

AG-Vocabolario: 

(traduzione non ufficiale della home page di http://www.ai-class.com/)

Il corso

Il corso universitario "Introduzione alla Intelligenza Artificiale" sarà offerto gratuitamente e on-line per gli studenti di tutto il mondo dal 10 ottobre al 18 dicembre 2011. Si tratta di un audace esperimento nell’ambito dell’istruzione online. Il corso fornirà ai frequentanti un feedback sui progressi ottenuti e un attestato finale di partecipazione. I docenti sono Sebastian Thrun e Peter Norvig della Stanford University, il programma si basa sul corso introduttivo “Artificial Intelligence” tenuto presso la stessa università in modalità tradizionale; materiali didattici, esercitazioni ed esami saranno simili.
L'Intelligenza Artificiale (IA) è la scienza che realizza software capace di ragionare sul mondo intorno. Robot umanoidi, Google Goggles, automobili guidate in automatico, software che suggerisce la musica che ti farebbe piacere sentire sono tutti esempi di IA. In questo corso si imparerà a progettare questo tipo di software da due dei maggiori protagonisti del settore. Il corso inizia il 10 ottobre. Dettagli sul corso, tra cui il programma di studio, sono disponibili a questo link.

Attenzione: le date indicate nel programma riportato nel video linkato qui sopra non sono corrette. Controllate le date aggiornate sul sito del corso.
È opportuno avere a disposizione una connessione internet ad alta velocità in quanto la maggior parte dei contenuti didattici del corso saranno sotto forma di video. È consigliata la lettura del testo “Intelligenza Artificiale: un approccio moderno”  [in italiano: http://hpe.pearson.it/scheda_opera.php?ID=2530&macrodestinazioneID=&mate... anche su Google libri http://books.google.com/books?id=c1nhYFuG5y0C&printsec=frontcover&hl=it#.... Peter Norvig è coautore di questo testo e dona tutti i ricavi ottenuti da questo libro in beneficenza. Può essere utilizzata qualsiasi edizione del libro anche se la terza edizione è quella consigliata.

Abbiamo un accordo con dotSUB per fornire sottotitoli in inglese di tutte le lezioni del corso e abbiamo intenzione di fornire ulteriori strumenti alla nostra comunità per favorire la traduzione del materiale didattico in altre lingue. Al momento non abbiamo ancora l’elenco di lingue di cui sarà fornita la traduzione ma quando saremo vicini alla data di inizio del corso saranno disponibili maggiori dettagli.
Infine saranno disponibili online dal prossimo autunno anche i corsi “Introduzione ai database” e “Introduzione al Machine Learning
La Scuola di Ingegneria della Stanford University offre anche altri corsi completi online senza costi. Clicca qui per accedere a "Stanford Engineering Everywhere".
 

Corso online di Intelligenza Artificiale della Stanford University

La Stanford University (Palo Alto, California, qui la scheda su Wikipedia in italiano) lancia un "audace" esperimento di elearning di massa. Dal 10 ottobre 2011 al 18 dicembre 2011 sarà possibile seguire le lezioni del corso di "Intelligenza Artificiale" online e gratuitamente attraverso il sito http://www.ai-class.com/.

Sono previste due modalità:

  • percorso “basic”: nel quale basta seguire le video lezioni (audio e sottotitoli in lingua inglese) e rispondere a quiz di base: in questo caso non viene erogato il corso universitario completo ma si acquisiscono in ogni caso le basi dell’Intelligenza Artificiale;
  • percorso “avanzato”: corrisponde in toto al corso universitario erogato in aula presso la Stanford University (dunque con le stesse “difficoltà” del corso tradizionale) – chi scegli questa opzione dovrà fare le esercitazioni proposte e sostenere l’esame finale come gli studenti in carne ed ossa dell’università californiana (ovviamente sempre online).

È possibile iscriversi al corso “avanzato” ed eventualmente poi (nel caso non si riuscissero a rispettare le scadenze sulle esercitazioni) passare al corso basic.

Io mi sono iscritto al corso “avanzato”.
Riporterò su questo sito le mie osservazioni durante l’avanzamento del corso. Chi altro in Italia si è iscritto? Condividiamo l’esperienza?
Intanto ho tradotto in italiano l’home page di http://www.ai-class.com/ (sempre su questo sito).

Link utili

Rassegna stampa

AG-Vocabolario: 

Robocop: annunciato il primo modello (e relativi problemi etici)

Ieri, 2 luglio 2007, il web pullulava di notizie (tutte un po' allarmistiche in verità) relative all’accordo tra le società Irobot  che produce e vende robot sia casalinghi sia governativi (cioè militari) e Taser, ditta che produce e vende pistole elettriche paralizzanti note appunto come teser. La joint venture ha l’obiettivo di realizzare e commercializzare un vero e proprio robocop, cioè una sorta di vigilantes cibernetico, usando le tecnologie delle due aziende. La notizia appare ad esempio in Punto-informatico: "I primi robot dotati di taser" e sul Corriere della Sera versione online "Il nuovo robot con pistola elettroshock"; le foto mostrano una specie di piccolo robot semovente (che ricorda più il robottino Numero 5 del film "Corto Circuito" piuttosto che quello del film "Robocop".

AG-Vocabolario: 

Mars-500: cercasi astronauti (max cinquantenni)

L’ESA, l’agenzia spaziale europea, cerca volontari per simulare un viaggio spaziale su Marte. I volontari non viaggeranno nello spazio ma vivranno una esperienza molto simile (sulla Terra) utile agli scienziati dell’agenzia per preparare i veri astronauti al viaggio reale su Marte.

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